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Alberobello, gatto spinto nella fontana. Dal Comune: «La persona responsabile segnalata all’Autorità competente»

CRONACA

Dopo il bruttissimo episodio, che ha riguardato il gatto Grey ad Alberobello, dall’Amministrazione l’appello a cessare la gogna mediatica…

 

«L’attuale Esecutivo, sin dal suo insediamento, ha dimostrato rispetto e cura per gli animali attraverso azioni di natura amministrativa che li riguarda e di collaborazione con le Associazioni animaliste del territorio, in particolare con quelle che si occupano delle colonie feline, mediante un apposito progetto interregionale di censimento e sterilizzazione che permettesse di controllare le nascite, le adozioni e il loro benessere sul territorio».

Questo è il contenuto della nota diffusa dall’Amministrazione di Alberobello, in seguito alla presunta morte del gatto che sarebbe avvenuta – in base a quanto emerso da un video postato sui social (di cui abbiamo deciso in questi giorni di non riportare le immagini) – dopo esser stato colpito da un calcio sferrato da una giovane ragazza. Il gatto, chiamato Grey, è caduto in una fontana del paese. Faceva parte di una colonia felina ed era accudito dalla titolare di un Bar sito vicino al Palazzo Comunale, che ha così dichiarato dal suo account Facebook: «Purtroppo il gatto è deceduto tra atroci sofferenze. È stato trovato congelato e zuppo e in seguito a queste immagini si è costruita tutta la tragica dinamica». L’esercente, dopo aver visto pochi giorni prima le immagini dell’accaduto, nel suo post ha comunicato che la giovane autrice del bruttissimo gesto sarebbe stata denunciata alle autorità competenti. La notizia, in questi ultimi giorni dallo scorso venerdì 12 gennaio, ha avuto un risalto mediatico nazionale.

«Il fatto che nella nostra Città – prosegue la nota diffusa in queste ultime ore dal Comune di Alberobello – si è consumato nei confronti di un amico a quattro zampe è assolutamente inqualificabile e per questo l’Amministrazione intende informare la Collettività che la persona responsabile è stata individuata e segnalata all’Autorità competente, la quale ha avviato le dovute indagini su quanto accaduto.

Il nostro compito, quali Amministratori, ci chiama ad intraprendere un percorso rieducativo che – si evidenzia – metta al centro dell’attenzione della persona responsabile e di tutti noi, nessuno escluso, il rispetto e la cura degli animali. E questo percorso di rieducazione, recupero e riabilitazione anche collettiva è tanto più necessario ed importante quanto più riguarda le fasce più giovani della nostra Comunità.

Per questo, allo stesso tempo, deve – sottolineano dal Comune – cessare anche la gogna mediatica perché ogni tipo di violenza anche verbale, al pari dei gesti che attentano alla sicurezza degli esseri viventi, umani o animali, non rappresentano un comportamento civile da parte di una Comunità che – da sempre – si è distinta per accoglienza e comprensione, valori e principi etici e morali che – conclude – l’hanno resa Patrimonio mondiale dell’Umanità».

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