Due cantieri abusivi sequestrati nell’agro di Martina. Scoperti, inoltre, 4 lavoratori in nero

CRONACA

Le opere in via di costruzione erano prive di opportune autorizzazioni e ciò ha portato al sequestro dei due cantieri dai Carabinieri Forestali di Martina Franca

 

Due cantieri sono stati sequestrati dai Carabinieri Forestali di Martina Franca. Dai dovuti accertamenti è emerso che in località Delfino – area dallo spiccato pregio naturalistico situata in Valle d’Itria – quattro lavoratori edili stavano eseguendo, in nero, lavori in due cantieri: entrambi abusivi.

Le opere in via di costruzione erano prive di opportune autorizzazioni e ciò ha portato al sequestro dei due cantieri. I proprietari, denunciati a piede libero dall’autorità giudiziaria, rischiano l’arresto fino a due anni e una pena pecuniaria che va dai 15 mila ad un massimo di 51 mila euro. Opere realizzate, peraltro, in conglomerato cementizio armato in assenza dei prescritti calcoli da depositare al Genio Civile.

Sempre nell’ambito dei predetti controlli, sono stati denunciati a piede libero anche due coniugi, per aver realizzato in area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale, una piscina di circa 70 mq, dotata di impianto di filtrazione, circondata da pavimentazione in cemento dell’ampiezza di circa 166 mq e un patio di circa 15 mq.

Tornando ai quattro lavoratori non in regola sul cantiere, il Nucleo Ispettorato del Lavoro (a cui è stata trasmessa la documentazione inerente l’accertamento) ha sancito una “maxi sanzione per lavoro nero” al proprietario dell’immobile, nonché committente delle opere, pari a € 14.400. Sempre quest’ultimo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e rischia – per violazioni di carattere penale del D.Lgs. 81/2008 – un’ammenda pari 48.150 euro: la sanzione prevista per non aver osservato una serie di obblighi fra cui l’omessa nomina del medico curante, omessa fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale, omessa informazione e formazione dei lavoratori, assenza del Piano Operativo di Sicurezza.

Considerato, infine, che le opere erano in fase di realizzazione in un contesto territoriale definito “area di notevole interesse pubblico” (D.M. 01/08/1985 cd. “Galassino) in cui vige la “Dichiarazione di notevole interesse pubblico nella zona comprendente la Valle d’Itria sita nei comuni di Martina Franca, Locorotondo, Cisternino e Ostuni” (ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio) gli immobili abusivi non potranno essere sanati e dovranno essere, dunque, demoliti a termini di legge.

Redazionale

[Foto d’archivio]



 

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