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Furti nelle ville della Valle d’Itria: arrestati tre “estorsori” di Cisternino

CRONACA

Operazione portata avanti dalla Procura della Repubblica di Brindisi. I complimenti della Questura…

 

Un’indagine estremamente rilevante che fa riferimento ai furti consumati in tante villette della Valle d’Itria. La Polizia di Stato, sabato 7 marzo, ha eseguito misure cautelari – emesse dal Gip del Tribunale di Brindisi, su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei riguardi di tre individui di Cisternino, rispettivamente di 59 anni, 48 e 50. Tutti accusati del reato di “tentata estorsione”.

Le indagini sono partite quando, nello scorso settembre, il titolare di un Istituto di Vigilanza si è recato presso la Questura per rendere noto un avvenimento accaduto, pochi giorni prima, a un dipendente: quest’ultimo era stato avvicinato dai tre individui sopracitati che, con atteggiamento, intimidatorio avevano chiesto se il datore di lavoro fosse stato disponibile ad elargire un’imprecisata somma in denaro, per far sì che venisse interrotta l’escalation di furti che coinvolgeva il territorio della Valle d’Itria.

Facendo, inoltre, riferimento proprio alle ville derubate, di proprietà di coloro che avevano sottoscritto un abbonamento con il servizio di vigilanza dello stesso istituto.

Una volta partite le indagini da parte della Squadra Mobile di Brindisi, si è riscontrato un effettivo aumento di furti. Specie nel Comune di Cisternino che dai 154 furti in abitazioni, registrati nel 2018, passava ai ben 183 del 2019.

Tanto è vero che il Prefetto della provincia di Brindisi, convocò una serie di riunioni tecniche, un Comitato per l’Ordine e sicurezza pubblica.

Le indagini sono così andate avanti e alla richiesta di protezione degli estorsori, la vittima ha cercato di temporeggiare e così ha favorito l’arresto di due dei tre malfattori. Conclusasi con l’individuazione del terzo componente della banda, anch’egli arrestato.

La Questura di Brindisi ha espresso grande apprezzamento per il lavoro portato avanti dalla locale Procura della Repubblica.

Redazionale

[Fonte e foto in evidenza dall’archivio della Questura di Brindisi]

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