Incidenti, ennesima tragedia sulle strade pugliesi!

CRONACA

A perdere la vita ancora una volta giovani braccianti di ritorno da lavoro

 

Ancora sangue sulle strade pugliesi! Ancora un tragico incidente sulle strade del foggiano, precisamente sulla S. S. 16 Adriatica all’alteza di Ripalta, dove qualche ora fa a perdere la vita sono stati 12 braccianti extracomunitari e sono rimaste ferite tre persone.

Le notizie sono in fase di aggiornamento ed in queste ore le Forze dell’Ordine intervenute stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto: con ogni probabilità si è trattato di un violento scontro frontale fra un furgone con targa bulgara, che trasportava i braccianti di ritorno da lavoro, ed un tir, che a quanto pare trasportava prodotti farinacei.

Traffico momentaneamente bloccato in entrambi i sensi di marcia, con la viabilità dirottata su strade alternative.

E alla mente è ritornato subito l’altro tragico episodio di sabato scorso, dove a perdere la vita sulla S.P. 105 fra Castelluccio dei Sauri e Ascoli Satriano (sempre nel foggiano), sono stati altri quattro braccianti extracomunitari e quattro ne sono rimasti feriti.

Ma al netto della cronaca che ci tocca fare in questi casi, la mente ci porta necessariamente ad un altro fenomeno della nostra terra: il caporalato. Inutile nasconderlo o minimizzarlo! La nostra bella regione è fra i territori in cui la piaga dello sfruttamento del lavoro agricolo è a livelli insostenibili. Dove ancora sono presenti vergognosi ghetti (che siano nel Gargano o nel Salento). Dove sono permesse vergognose pratiche di sfruttamento spesso con il tacito consenso della politica che, per fini elettorali, ha fatto e fa l’occhiolino alle aziende che si servono (più o meno inconsapevolmente) di queste e vere e proprie forme di schiavismo.

La nostra vuol essere una riflessione più a largo raggio, che scinde dalla discussione di questi giorni sulla possibile “emergenza razzismo” in Italia. A lavorare sotto il sole, senza limiti e senza diritti ci sono stranieri, quanto italiani. Questi ultimi ormai in misura minore, perché forse nella nostra società si è finalmente acquisita la consapevolezza che non è possibile barattare qualche spicciolo con queste pratiche disumane.

Non è in discussione la nostra idea sulle politiche migratorie, non si tratta di essere favorevoli o meno ai porti chiusi. Le battaglie per la dignità del lavoro e soprattutto delle persone, che siano italiane o straniere, devono essere battaglie di tutti! 

E devono esserlo soprattutto in un Stato democratico ed in una regione, la Puglia, considerata una delle perle del Mediterraneo, che tanto ci inorgoglisce. Ma soltanto vincendole potremmo convintamente dire di essere fieri cittadini di questa terra…

 

Redazionale

[foto ilfattoquotidiano.it]

Agorà

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