Ludopatia: l’allarme continua a Locorotondo

I DATI

Gioco d’azzardo in aumento, numeri da capogiro

 

Ci eravamo occupati, esattamente un anno fa, dell’allarme ludopatia che aveva colpito in maniera inquietante Locorotondo e il resto della Valle d’Itria.

Il gioco d’azzardo patologico, disfunzione riconosciuta come disturbo del comportamento (più precisamente un disturbo del controllo degli impulsi), aveva reso necessario dichiarare l’allerta nella nostra cittadina al “livello 1”, il più alto, nonché il più preoccupante.

Il “Gruppo Gedi Visual”, responsabile di un’inchiesta ad hoc, stimava che a Locorotondo fossero stati spesi ben 11,53 milioni di euro in slot machine, con una media di 814 euro pro capite (laddove la media pugliese è di 603 euro).

Ebbene, i dati aggiornati non sono di alcun conforto. L’inchiesta portata avanti racconta un aumento delle giocate del 4%: 11,94 sono i milioni bruciati nelle “macchinette”, mentre (campanello d’allarme) le giocate totali ammontano a 18,87 milioni di euro, mediamente 1.328 euro a testa. Si noti che il dato medio considera tutta la popolazione, compresi i bambini e neonati, ragion per cui la stima media reale del denaro speso nel gioco d’azzardo è esponenzialmente maggiore. Un altro fattore da tener presente è il numero di slot machine presenti sul territorio: nel 2015 se ne contavano 90 con un incasso pari a 1,53 milioni, nel 2016 erano 107 con incasso pressoché identico, e nel 2017 sono diminuite a 89 con un incasso però lievitato a 11,94 milioni.

Awp slot, Eurojackpot, Ippica, Lotterie, pronostici, Lotto, Superenalotto, Videolottery, Winforlife, sono solo alcuni dei fantasmi che stanno consumando i giocatori accaniti, anche a causa (ed è bene specificarlo) dei Monopoli di Stato che mettono a disposizione tali giochi “controllati” (che sempre d’azzardo e patologici rimangono, ma tant’è).

Magra consolazione, siamo in buona compagnia. Sebbene ricopriamo la posizione numero 1.096 su 7.954 comuni italiani (per giocate pro capite), Fasano, con i suoi 1.872 euro pro capite, e Martina Franca, 1.531 euro pro capite, trascendono i nostri numeri. Ad onor di cronaca va detto che le due città possiedono sale bingo che concentrano su di loro anche abitanti del circondario.

La situazione resta da monitorare, affinché chi è già affetto da ludopatia non cada in patologie e conseguenze più gravi rispetto a quelle già riscontrate.

Ambrogio Giacovelli

Agorà

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