Maxi furto al Tito Livio. Collettivo 080: «Salvini pensa più ai blitz antispaccio…»

SICUREZZA

Pubblichiamo la nota diramata dal Collettivo 080

 

In merito al furto avvenuto questo mercoledì alla sede Pergolo del Liceo Tito Livio, come Collettivo 080 esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli studenti ed a tutta la componente scolastica.

Crediamo tuttavia che la vicinanza non basti in questi casi. Occorre analizzare l’accaduto e cogliere le falle e le colpe del sistema oltre che i colpevoli. La vicenda ha infatti mostrato alcune inefficienze che colpiscono il nostro sistema scolastico, locale e nazionale.

La lista della refurtiva deve essere ancora ultimata. Basta però pensare che tutti gli oggetti erano nuovi e quasi tutti mai utilizzati per far salire un po’ di rabbia. La stima del danno si aggira tra i 15 e i 20 mila euro a cui si deve aggiungere il danno morale, come ricordato dal preside Carducci.

La sorte peggiore l’ha ricevuta però la didattica. Un modello d’insegnamento che cerca di svecchiarsi e di stare al passo con i tempi, ma che, per ironia della sorte, ancora un’altra volta viene bloccato, colpa delle strutture inadatte a proteggere e difendere le nuove tecnologie. Possibile che non ci sia un sistema antifurto? È stata una delle domande più ripetute in questi giorni dalla gente, ignara del fatto che la stragrande maggioranza delle scuole italiane ne è priva.

«Pretendere un sistema antifurto in ogni scuola è un’idea un po’ troppo utopica» dichiara Paolo Notarnicola, coordinatore del Collettivo 080 «Non dimentichiamo che spesso le nostre scuole hanno problemi strutturali a cui pensare e già trovare i fondi necessari è quasi sempre un’impresa. Il governo attuale poi ha un’idea molto particolare di sicurezza, non dimentichiamolo. Salvini, appoggiato subito dopo da Bussetti, nel decreto “Scuole sicure” parla di blitz antispaccio nelle scuole e non di problemi strutturali, figuriamoci di sistemi antifurto».

La scuola sta procedendo a cancellare dal suo inventario tutta la refurtiva che rimarrà dunque un doloroso ricordo. Difatti non è previsto il riacquisto di quanto sottratto. «La Provincia è proprietaria dell’infrastruttura, non dei beni dell’inventario», continua Notarnicola «e tutto ciò che è stato rubato non era coperto da assicurazione. Dall’Unione Europea il finanziamento è solo per l’acquisto; un vero peccato che la scuola abbia i fondi necessari a custodire al meglio i suoi beni più preziosi».

Tuttavia alle lavagne LIM c’è chi collega il proprio computer, studenti e docenti cooperano al meglio per instaurare la solita efficienza. Tocca rimettersi ai banchi a studiare, anche se non è facile rimettersi a farlo in un luogo, intimo e familiare ed odiato come solo quello scolastico sa essere, che è stato violato.

Collettivo 080

Agorà

Blog e mensile cartaceo dei trulli e delle cummerse di Locorotondo. Ci occupiamo di attualità, politica, società e tanto altro...

error: Riproduzione Riservata