Orrore a Manduria: 66enne muore dopo le tante botte inferte da una baby gang

CRONACA

L’uomo viveva segregato in casa a causa delle violenze perpetrate e reiterate da parte di 8 persecutori (di cui 6 minorenni)…

 

Una storia dai risvolti tragici che sfociano nella cattiveria più inaudita. Un 66enne di Manduria è morto lo scorso 23 aprile all’ospedale Giannuzzi.

Da non pochi giorni l’uomo viveva da segregato in casa a causa delle violenze perpetrate e reiterate da parte di un cospicuo gruppo di bulli: 8 ragazzotti (di cui solo 2 maggiorenni) l’hanno torturato con sevizie inenarrabili.

Il 6 aprile scorso, grazie alla richiesta di aiuto da parte dei vicini, sono intervenuti gli agenti di Polizia presso l’abitazione del 66enne. Ai loro occhi una scena inquietante: l’uomo era legato alla sedia, quindi immobilizzato e vittima di numerose violenze commesse dal baby branco. L’avrebbero inoltre rapinato.

L’uomo soffriva di disagio psichico e si è sentito, in tante occasioni, quasi obbligato a segregarsi fra le mura domestiche per ripararsi dalle sevizie della gang di bulli.

Trasportato in ospedale dai sanitari del 118, è stato sottoposto a due interventi chirurgici per suturare una perforazione gastrica ed una emorragia intestinale.

Le cure al nosocomio si sono purtroppo rivelate vane: il 66enne pensionato, nonché ex dipendente dell’Arsenale di Taranto, è morto a causa delle ferite riportate.

Ad incastrare i persecutori responsabili del suo decesso i video inoltrati nelle chat “Whatsapp”, in cui gli 8 teppisti alternavano calci, pugni e bastonate al pover’uomo.

Dovranno rispondere per reati di omicidio, preterintezionale, stalking, rapina, lesioni personali, danneggiamento e violazione di domicilio. Sei fra loro al Tribunale dei minori, i due maggiorenni (di 19 e 22 anni) a quello ordinario.

Stando alle testimonianze sorte, il 66enne era bersaglio dei bulli dal 2012.

Redazionale

[Foto d’archivio]

Agorà

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