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Profanata la Chiesa San Giorgio Martire: alla base degrado sociale od altro?

L’EPISODIO

Locorotondo. Rubata la teca contenente le ostie consacrate. Preoccupazioni anche per alcuni video pubblicati su un gruppo di fede sui social…

 

di Antonello Pentassuglia

 

Giovedì primo febbraio, sono le nove meno un quarto di sera. Un individuo, pare si tratti di un giovane, si aggira nella Chiesa San Giorgio Martire di Locorotondo. Dalle prime ricostruzioni si sarebbe addentrato nella sacrestia per poi rivolgere le sue attenzioni all’altare della Cappella del Santissimo Sacramento: proprio lì dov’è collocato il tabernacolo. Era chiuso ma la chiave si trovava nelle vicinanze. Il soggetto dopo averla raccolta ha potuto inserirla nella serratura e rubare la teca contenente le ostie consacrate e, di fatto, profanando la Chiesa. La pisside invece non è stata trafugata.

Il parroco Don Stefano Bruno, come reso noto dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Intini, ha immediatamente segnalato l’episodio alla stazione locale dei Carabinieri. Dalla Parrocchia è stata pianificata, dal 4 all’11 di febbraio, una “settimana di adorazione eucaristica in riparazione alla profanazione di Gesù vivo nell’Eucarestia”.

Ogni sera vi è stata così, al termine della messa delle 18.30 in Chiesa Madre, una preghiera davanti a Gesù Eucarestia, con la Solenne Adorazione Eucaristica di martedì 6 febbraio alle 19.30.

Il furto di particole consacrate, come riporta il can. 1382 del Codice di Diritto Canonico, conduce automaticamente alla scomunica latae sententiae”. Ma Mons. Intini ha evidenziato che, rispetto all’aspetto giuridico penale, la Parrocchia ha sentito il bisogno di raccogliersi in preghiera. Pregando “anche per chi, consapevolmente o inconsapevolmente, si è reso autore di questo furto”.

Ma cosa si cela dietro la profanazione della Chiesa, attraverso il furto delle ostie dal tabernacolo? La tesi della “ragazzata”, nel dibattito in paese, ha lasciato da subito spazio ad ipotesi più “oscure” legate all’utilizzo di “particole” rubate per le cosiddette messe nere. Inoltre non è stato trafugato alcun altro oggetto dal consistente valore economico. Ma come le cronache insegnano, senza citare i casi più eclatanti del fenomeno dell’esoterismo, il più delle volte questi episodi possono essere sinonimo di un certo degrado sociale ed anche disagio psicologico nella società. Aspetto puntualizzato dal Vescovo: «Occorre uno spirito di vigilanza – ha asserito l’Arcivescovo Intini – ma non può mancare una adeguata riflessione e formazione, senza escludere una lettura del disagio esistenziale che attraversa tante persone, soprattutto i nostri giovani».

Ad onor di cronaca va anche aggiunto che, da alcuni mesi a questa parte, un gruppo di fede locale su Facebook legato alla figura di San Giorgio Martire è inondato, da parte presumibilmente di un profilo fake (falso), di brevi video (reels) contenenti immagini “sataniche”: un brulicare di riferimenti alla figura del diavolo, al numero 666, al serpente ed a Lucifero. Non manca neppure la croce invertita di San Pietro. Però, di tanto in tanto, vi sono alcuni frame che ritraggono delle ostie. Se questi episodi siano in una qualche misura correlati al furto delle di particole consacrate in Chiesa Madre chiaramente, in mancanza di prove ed accertamenti, non ci è dato sapere e non spetta a noi dirlo. La nostra è una semplice disamina sul materiale raccolto in queste settimane.

Domenica 11 febbraio, alle ore 08.00, per concludere la “settimana di riparazione alla profanazione” si è svolta nella Chiesa San Giorgio Martire una Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo Intini. Nelle ore seguenti era inoltre in programma la XIX edizione della Marcia della Pace per Padre Francesco Convertini.

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà numero Febbraio 2024; le foto presenti sono di anto.penta]

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