Sparatoria a Locorotondo: “tentato omicidio” è l’accusa al barista di Taranto

CRONACA

Chiamati i soccorsi, il barista tarantino si dileguò di fretta e furia sbarazzandosi dell’arma…

 

Una scena che resterà nella mente e negli occhi dei locorotondesi per molto tempo: la sparatoria del 5 luglio in Via Fasano, a pochi metri da una nota azienda casearia. A farne le spese il dipendente 33enne, F.C., gambizzato a colpi d’arma da fuoco dal suocero tarantino. Barista 56enne, quest’ultimo, incensurato e ben noto nel quartiere Paolo VI di Taranto come “gran lavoratore”.

Il movente dell’aggressione è da ritrovare nei dissidi familiari, attinenti una situazione debitoria, che avrebbero condotto il rapporto coniugale tra la figlia del barista e il marito a livelli di complicata sanabilità.

Non durò a lungo il battibecco, quel giovedì intorno alle 13.30, tra il suocero tarantino e il genero assalito. Dalle ingiurie ai colpi d’arma da fuoco il passo fu breve. “Ci hai rovinato… sei un uomo morto” le urla del barista e, purtroppo, gli spari. Fortuna volle che la vittima riuscì a trovare riparo nell’azienda casearia in cui lavorava ma, nonostante ciò, fu colpita da 3 colpi che trafissero le gambe, l’anca e i glutei.

Chiamati i soccorsi, il barista tarantino si dileguò di fretta e furia sbarazzandosi dell’arma. Immediatamente partirono le indagini del comando dei Carabinieri di Monopoli che setacciarono la scena del crimine con l’ausilio della scientifica di Bari: sull’asfalto furono rinvenuti 5 bossoli. Le ricerche dell’autore del tentato omicidio, piuttosto, entrarono nel vivo: venne individuato, non senza complicanze, nel suo quartiere. Il GIP di Taranto, di lì a poco, convalidò l’arresto con la custodia cautelare e il riconoscimento della competenza territoriale dell’Autorità Giudiziaria di Bari.

Eccoci ai fatti odierni. È notizia di pochi minuti fa l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare del GIP di Bari – notificata dai Carabinieri di Monopoli presso il carcere di Taranto, dove il barista è attualmente detenuto – , su accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica: “tentato omicidio, porto di arma comune da sparo e ricettazione” sono i capi di imputazione.

Le operazioni di recupero dell’arma, da parte dei Carabinieri, non si sono ancora concluse. La vittima 33enne, in conclusione, è ancora ricoverata all’ospedale di Martina Franca e in attesa di un delicato intervento chirurgico per la perforazione dell’intestino.

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