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Una turista ci scrive: «Via da Locorotondo amareggiata dopo il furto dell’auto»

CRONACA

Il racconto della turista: «L’auto era a San Paolo… i ladri hanno preteso il “cavallo di ritorno”. Abbiamo detto no!»

 

Ormai la disavventura è alle spalle, ma l’amaro in bocca resta eccome… Una turista ha scritto alla nostra testata per raccontarci la sua storia. In primis, però, riteniamo opportuno non rivelarne l’identità (come da lei cordialmente richiesto) consapevoli che i gentili lettori comprenderanno.

«Siamo in vacanza a Locorotondo, mancano due giorni e ripartiremo per il Nord, dove viviamo…» comincia il messaggio.

«Sono le 7.30 – continua la scrivente –, usciamo presto per andare al mare, ma davanti a casa la nostra automobile non c’è più… è stata rubata! Corriamo dai Carabinieri!». Il periodo risale ai giorni successivi alla festività di San Rocco.

Andando avanti nella mail, la descrizione si sofferma sui confronti dialettici intrattenuti coi Militari dell’Arma nella Stazione in Via Martiri della Libertà. In particolar modo durante le procedure di denuncia.

In questa sede i Carabinieri – stando al contenuto del testo – fanno presente che il furto perpetrato dai ladri potrebbe essere accompagnato dal cosiddetto “cavallo di ritorno”: pratica estorsiva (diffusa in particolar modo in Meridione) che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto per riottenere i maltolto.

Come raccontatoci dalla sfortunata vacanziera, effettivamente i ladri tenteranno l’estorsione proprio nella stessa giornata. Si scopre quindi che l’auto si trova nella frazione martinese di San Paolo, ma con un riscatto preteso dai ladri di 3 mila euro.

«Non ci stiamo! L’assicurazione ci fa avere una macchina sostitutiva e partiamo, come previsto, per tornare a casa. Delusi, schifati, amareggiati. Siamo tuttora senza auto, con mille difficoltà e problemi da affrontare. Mille progetti andati in fumo» scrive giustamente indignata la turista.

«Certo che avremmo avuto bisogno della nostra macchina – evidenzia la vittima del furto – ma non ci abbassiamo a questi giochini. Che poi, come me la ridate indietro? Sicuramente non intatta. E devo anche pagare? Non esiste…».

Al termine del messaggio di posta elettronica, la turista ci esorta a non pubblicizzare esclusivamente il lato bello del territorio, ma di raccontare anche le storie di chi subisce dei furti: «Sentirsi dire “eh, succede, funziona così” ci ha amareggiati, delusi e schifati…» ha concluso rattristata.

Ringraziamo la mittente della mail per aver voluto condividere con noi la sua disavventura. Si tratta, purtroppo, di uno degli episodi di criminalità verificatisi a Locorotondo, e più in generale in Valle d’Itria, negli ultimi tempi.

In più occasioni abbiamo avuto modo di seguire tali vicende per un’emergenza sicurezza (clicca qui), da affrontare in tutte le sue sfaccettature, con furti perpetrati nelle case dei cittadini di Locorotondo. In particolar modo in questi ultimi disgraziati mesi.

Antonello Pentassuglia

[In evidenza foto di repertorio dall’archivio di TheDigitalWay da Pixabay]

 

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