27 marzo. Giornata Mondiale del Teatro

CULTURA

Il teatro è un tempio. Questo è il messaggio del drammaturgo pakistano Shahid Nadeem per la Giornata Mondiale del Teatro

 

La Giornata Mondiale del Teatro fu istituita nel 1961 a Vienna nel corso del IX Congresso Mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro, su proposta del drammaturgo finalndese Arvi Kivimaa. Ogni anno un rappresentante del mondo della cultura e del teatro si fa portavoce di un messaggio rivolto alla collettività. Il messaggio di questa edizione è stato affidato al drammaturgo pakistano Shahid Nadeem

Il Teatro è un Tempio

Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka sul poeta sufi Bulleh Shah, un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi  e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”. L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar “.

Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando. Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse.

Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo.

Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso. Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro. Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano.

È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

Il drammaturgo ricorda, nel suo messaggio, l’importante ruolo del Teatro nella nostra società.  Quest’arte potrebbe ricongiungere l’uomo alla sua spiritualità, potrebbe guidare l’essere umano alla scoperta e conoscenza di sé allontanandolo, quindi, dalla noia, dall’apatia e dall’indifferenza che spesso regnano sovrane nella quotidianità. Il drammaturgo Shahid Nadeem affronta anche il delicato tema del ruolo degli attori.

La buona riuscita di uno spettacolo spesso è affidata anche agli attori. Sono loro il collante tra lo spettatore ed il personaggio interpretato, che arriva a fondersi e confondersi durante la pièce con la loro persona. Il Teatro potrebbe essere la giusta strada da intraprendere per ricominciare. In questo periodo in cui le Arti sono state colpite dalla crisi sanitaria è necessario ribadire l’importanza del Teatro e della cultura. È necessario credere in una rinascita, anche e soprattutto culturale. 

Anna Lodeserto

Agorà

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