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Alla riscoperta dell’identità storica del paese

IL PROGETTO

Dalla nostra rivista “Memoria del Novecento: Locorotondo nel XX secolo”

 

La pagina “Memoria del Novecento” nasce con l’obiettivo di raccontare la vita quotidiana di Locorotondo nel XX secolo, partendo dall’età giolittiana, attraversando gli anni del fascismo, per arrivare all’alba della libertà, con l’avvento della Repubblica, per proseguire, poi, con gli anni della rinascita fino agli anni sessanta. Questo, però, all’interno del contesto più generale della storia d’Italia e della Puglia, delle quali quella locale rappresenta un tassello della storia unitaria del Paese.

Per quel che, in particolare, riguarda la nostra comunità cittadina, oltre alla ricerca sui fatti e sui personaggi che hanno caratterizzato la vita politica, amministrativa ma, anche, la cronaca del XX secolo, la pagina in collegamento con la Associazione Culturale Borgo Antico ha promosso delle visite guidate, tutt’ora in atto per le continue adesioni, alla riscoperta dell’identità storica del paese, attraverso un percorso articolato avente, appunto, come tema il Novecento; l’obiettivo è conoscere le vicende politiche e sociali poco note, relative al periodo precedentemente indicato.

Il borgo antico diviene quindi, in tale prospettiva, un “luogo della memoria”, un sito in cui si cristallizzano le immagini dell’epoca cui ci si riferisce, custodi di quelle lotte che si sono sviluppate anche nel nostro paese, con i loro protagonisti e i movimenti di massa che le hanno caratterizzate.

Il Progetto, denominato Itinerari della Memoria, si prefigge di tramandare soprattutto ai più giovani la storia politica del Novecento con due obiettivi essenziali: rendere consapevoli che la memoria del passato deve significare avere coscienza del presente e fare in modo che tale storia non vada dispersa ma che di essa resti anche una traccia visiva.

Itinerari della memoria”, utile strumento di conoscenza della storia del territorio, si configura come una avvincente escursione nel passato, un viaggio che si snoda tra la piazza, gli slarghi e le stradine del “paese vecchio” dove si incontrano personaggi che hanno scritto pagine a volte buie, altre luminose, della storia paesana. Ci si immerge nelle lotte municipali, aspre e violente tra le opposte fazioni locali – senussi e beduini – che lasceranno una scia di sangue sul loro cammino, un’epoca di “mazzieri” e di “pastette” che hanno caratterizzato gli anni del “Ministro della malavita”, come Salvemini definì Giolitti. Ma si ricostruisce, anche, una storia quasi del tutto ignorata di battaglie condotte dal movimento operaio e artigianale per ottenere migliori e più umane condizioni di vita; di repressione del regime mussoliniano nei confronti degli antifascisti del luogo che fu più spietata di quanto si sia voluto far credere; e, infine, della ritrovata libertà dopo vent’anni di soffocante dittatura.

Uno spunto, quindi, non solo per conoscere i luoghi della storia del novecento, ma anche occasione di stimolo per un approfondimento delle vicende sintetizzate e, soprattutto, motivo di riflessione per ricostruire una identità dispersa, una comunità solidale in tempi nei quali prevalgono gli egoismi e l’assenza di principi nell’inseguire ambizioni e potere, non dissimilmente da quanto accadeva nei primi anni del “secolo breve”.

Mario Gianfrate

 

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