Da Locorotondo a Torino per il Salone Internazionale del Libro

COM-PRENDIAMO

Dalla nostra rivista. Paolo Giacovelli: “Ho aperto la casa editrice per l’amore verso i libri e per dare spazio a nuovi autori emergenti, soprattutto, del Sud”

 

di Anna Lodeserto

 

La cultura ed i libri sono argomenti che non attirano particolarmente l’attenzione. Anzi, in alcuni casi i libri sono visti come semplici oggetti, inanimati, quasi fossero un qualcosa di cui poter fare a meno. Insomma, i libri, le librerie, le case editrici, gli autori stessi, i promotori e gli organizzatori degli eventi, e tutti coloro i quali operano in questo settore sono guardati con superficialità e diffidenza.

Per poter svolgere professioni legate al mondo dell’editoria e della scrittura si deve essere mossi da un immenso amore e da una ingestibile passione. Una forza che spinge a superare i numerosi ostacoli che quotidianamente, anche più volte nel corso delle 24 ore, si incontrano.

In fin dei conti, come gli stessi operatori del settore affermano, non è facile vivere di cultura, di libri, di eventi, soprattutto, nel periodo post – pandemia. Ed ancor più difficile è farlo in una terra amara che preferisce veder crescere altri settori economici, dimenticando che senza cultura non potrà mai esserci realmente un futuro.

Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa? A tutte le contingenze.” Daniel Pennac

La cultura ed i libri fanno bene!

Rappresentano una ricchezza che se condivisa, raddoppia, triplica ed aumenta esponenzialmente il proprio valore e la propria importanza.

Strano, vero?

In un mondo in cui se condividi perdi, dimezzi, ti impoverisci, la cultura si muove esattamente su un campo diametralmente opposto.

La condivisione è ricchezza, che spesso ha poco o nulla a che vedere con il reddito.

I libri profumano di intangibile, di essenza, di amore puro, di sorriso, di civiltà e di crescita non solo personale. E, soprattutto, i libri e la cultura sono un’ottima possibilità di incontro.

A tal proposito, finalmente in presenza, torna il Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 ottobre. Il tema di questa edizione è la Vita Supernova in onore del Sommo Poeta.

Un evento culturale, un’occasione di incontro per gli editori, gli autori e gli amanti della lettura e dei libri, di importanza non soltanto nazionale.

“Grazie per l’attenzione e per la possibilità! Grazie a nome della grande famiglia Giacovelli Editore che quest’anno parteciperà al Salone del Libro, in maniera speciale perché avrà uno stand tutto suo dove potrà promuovere i suoi prodotti e le ultime novità che abbiamo realizzato con grande passione. Abbiamo partecipato anche gli altri anni con l’APE (Associazione Pugliese Editori) che ringraziamo ancora oggi. Quest’anno – ha continuato Paolo Giacovelli – ci saranno tanti autori della casa editrice e ci sarà la presentazione di Angelo Deiana (presidente CONFASSOCIAZIONI) che è uno dei nostri più grandi autori. Infatti, lui ha rinunciato alla pubblicazione con grandi marchi ed ha scelto un editore giovane e, soprattutto, pugliese.”

Perché hai aperto una casa editrice?

“Ho aperto la casa editrice – ha risposto Paolo Giacovelli – per amore verso i libri e per dare spazio ad autori emergenti, soprattutto del Sud”.

I libri cosa sono per te?

“I libri hanno un significato importante dal punto di vista culturale, dal punto di vista personale e sono come un viaggio. Sai – ha confidato – quando leggo un libro è come se viaggiassi, solo che ovviamente ad un costo inferiore”.

Qual è uno dei problemi del mondo dell’editoria?

“Oggi abbiamo il problema, purtroppo, che ci sono tanti libri, ma pochi lettori. Quindi, noi editori ed autori, dobbiamo essere i primi a promuovere le presentazioni, la cultura ed il coinvolgimento di nuove generazioni verso la lettura”.

Il poco amore e il disinteresse per i libri e la cultura, forse, son da ricercarsi in una mancata educazione. Molto spesso, la gente preferisce guardare programmi in Tv, conosciuti per ovvie ragioni come programmi spazzatura, perché sono meno impegnativi della lettura di un libro. Pensano, credono.

In realtà, non tutti i libri sono pesanti e particolarmente impegnativi. Dipende da quel che si sceglie, dall’argomento, dall’autore, dal modo in cui ci si approccia, dal proprio background culturale e da molti altri fattori personali.

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.” Umberto Eco.

[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Ottobre 2021]

Agorà

Blog e mensile cartaceo dei trulli e delle cummerse di Locorotondo. Ci occupiamo di attualità, politica, società e tanto altro...

error: Riproduzione Riservata