Dario Amati e la sua passione per la musica

TALENTI LOCALI

Dalla nostra rivista “La musica mi ha aiutato a superare la timidezza”

 

a cura di Anna Lodeserto

 

“Ciao piacere, Dario. Perdona il ritardo”. Queste le sue primissime educate parole, arrivato con qualche secondo di ritardo all’appuntamento per l’intervista.

“Tranquillo, figurati. Giungo subito al punto: cosa è per te la musica?”.

Bene, occhi che si illuminano, sorriso che varca i confini della mascherina indossata in maniera corretta.

“La musica? Passione. Non è un hobby”. Breve pausa e poi ha continuato “Un hobby lo coltivi quando hai del tempo libero. Per coltivare una passione, invece, il tempo libero lo inventi; rinunci a riposare, forse togli anche del tempo allo studio. Il motivo? Una passione la senti nascere nel cuore, nello stomaco e non puoi rinunciarci”.

Dario è un trentenne locorotondese laureato in Medicina.

Essendo figlio di un noto medico di Locorotondo ha tenuto a precisare che la scelta di indossare il camice è stata presa in completa autonomia, senza alcuna influenza da parte del padre o del fratello (anch’egli medico).

Torniamo al rapporto di Dario con la musica. Un incontro avvenuto qualche anno fa, quasi per gioco, per curiosità. Un rapporto coltivato per la maggior parte da autodidatta, o forse seguendo la voce in lui presente.

Un ragazzo timido, riservato, quei ragazzi che quando li guardi pensi: “ha tutti i tratti del bravo ragazzo!”.

“Non credevo – ha sostenuto Dario – di esser portato per il palcoscenico, per il pubblico. Sono molto timido. Ed invece – ha continuato – la musica ha permesso di scoprire e conoscere una parte di me che non sapevo mi appartenesse. Una novità prima che per gli altri, per me stesso”.

Insomma, un dottore con la passione per la musica. E si sa, la musica ha la capacità di salvare la gente proprio come la medicina.

Due ambiti apparentemente lontani anni luce ma forse, in realtà, molto più vicini e simili di quel che si potrebbe immaginare.

Dario ha molti progetti per il futuro ma, non ne parleremo adesso… Come amo dire e scrivere nel caso specifico “tempo al tempo”.

[Foto di Michele Giacovelli]

Agorà

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