Emanuela Minno, la giovane stella locorotondese che brilla dal 23 settembre su RAI1

L’INTERVISTA

Dalla nostra rivista: “Recitare è vivere, che sia la mia vita o quella di un personaggio”

 

di Anna Lodeserto

 

Dal 23 settembre in onda su RAI 1 il nuovo medical drama Fino all’ultimo battito.

La serie, composta da dodici episodi, è stata diretta da Cinzia TH Torrini e prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Eliseo Multimedia.

Per Locorotondo questa serie ha un valore aggiunto, ossia la presenza nel cast della giovane attrice Emanuela Minno (nella serie Vanessa Coppi), al fianco di importanti attori del panorama nazionale come Marco Bocci (Diego), Violante Placido (Elena) e Fortunato Cerlino (Cosimo Patruno).

Qualche cenno sulla trama.

Diego, un cardiochirurgo, ed Elena sono in attesa del divorzio di lei per compiere insieme il grande passo. Un giorno accade, però, che Diego scopre che suo figlio Paolo è affetto da una cardiopatia per cui neanche lui può far molto. L’unica strada percorribile, a questo punto, è quella del trapianto. Per poter salvare il figlio, Diego diventa il medico personale di Cosimo Patruno, un boss latitante.

Le riprese si sono svolte tra gennaio e marzo 2021 in quel di Lecce, Molfetta, Polignano a Mare ed altre città.

Ed ora, conosciamo meglio l’attrice che interpreterà Vanessa.

“Mi chiamo Emanuela Minno, ho 14 anni. Amo ballare, cantare e nuotare. Sono tutte passioni che coltivo sin da bambina e che mi fanno sentire libera e felice”.

Quando è avvenuto l’incontro con il mondo cinematografico?

“Mi sono avvicinata – ha dichiarato Emanuela Minno – al mondo cinematografico nel 2018 con il cortometraggio di Veronica Spedicati Il nostro tempo. Il cortometraggio intimo, che parla del rapporto conflittuale tra una figlia ribelle ed un padre severo, è stato interamente girato a Manduria ed ha ottenuto importanti riconoscimenti. Al Festival di Venezia si è aggiudicato il Premio per la regia ed è, inoltre, rientrato nella cinquina del David di Donatello”.

Quale personaggio hai interpretato nel corto di Veronica Spedicati?

“Ho interpretato Roberta, la figlia ribelle appunto, che ha sempre guardato al proprio padre come ad un uomo duro e severo. Come spesso accade – ha continuato Emanuela – Roberta si è resa conto con il passare del tempo che la forza, in realtà, nascondeva e proteggeva le fragilità di ogni essere umano. Insomma, ha compreso che suo padre era semplicemente un essere umano che cercava di nascondere agli altri la parte più delicata e fragile di sé. È stata una bellissima esperienza, mi ha fatto scoprire la passione per il cinema. All’inizio – ha confessato – mi sentivo impacciata, in quanto ero la più piccola. Questo è stato un bene per me, poiché mi hanno accolta a braccia aperte, guidandomi ed incoraggiandomi. Dopo essermi sbloccata con la prima scena, ho subito avvertito una forte sintonia con il personaggio che interpretavo e con i luoghi. Insomma, tutto è diventato naturale. La prima esperienza mi ha subito fatta sentire all’altezza, facendomi innamorare di questa professione istante dopo istante”.

Cosa vuol dire per te recitare?

“Recitare per me – ha asserito la giovane Emanuela – vuol dire interpretare, entrare nei panni del personaggio e dar vita alle sue emozioni. È stimolante dover studiare le caratteristiche di ogni personaggio, ed è altrettanto importante avere la possibilità di confrontarsi con attori più esperti di me. Recitare è vivere, che sia la mia vita o quella di un personaggio”.

Futuro…

“Il mio futuro? Tra i copioni, abbagliata dalle luci e con il continuo eco del ciak 1,2,3, e così via. Sogno di diventare una grande attrice, non soltanto a livello nazionale ma anche internazionale”.

Quanto è importante studiare?

“Studiare è importantissimo, fondamentale. Penso che nella mia professione la conoscenza delle lingue straniere sia necessaria. Infatti, sono iscritta al liceo linguistico. Credo sia indispensabile essere curiosi e lasciarsi trasportare dalla sete di conoscenza che spinge continuamente a documentarsi e ad approfondire. A proposito di formazione, sto valutando diversi corsi di dizione, interpretazione, canto e ballo”.

Grazie Emanuela per il tuo sogno, per la tua passione e per il tuo impegno.

Il mondo migliore che tutti noi desideriamo ha bisogno di giovani ragazzi e ragazze, come te, che sognano e che si impegnano affinché la loro idea di futuro non resti un evanescente desiderio, ma diventi una solida realtà.

Proprio come un fiore sboccia dopo aver sopportato il rigido freddo invernale, un sogno può avverarsi solo se si è preparati a sopportare i tormenti che ne accompagnano la realizzazione e a compiere tutti gli sforzi necessari!” Daisaku Ikeda

[Intervista pubblicata sulla rivista Agorà, numero Settembre 2021]

Agorà

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