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Gli attori di “Stabile Assai” ad Alberobello per l’opera “The end of the end”

L’EVENTO

La storica compagnia di teatro penitenziario “Stabile Assai” interpreta l’opera The end of the end. L’opera apre una riflessione sull’impatto sociale della pena di morte presente negli USA, come nel caso dei 4 protagonisti, e in altri 31 paesi. E in Europa? Le carceri di massima sicurezza assistono al lento logorio della vita dei detenuti…

 

Il 23 agosto alle ore 20:30 ad Alberobello gli attori della compagnia di teatro penitenziario “Stabile Assai” calcheranno le scene, allestite presso il Trullo Sovrano in piazza Sacramento, per interpretare l’opera teatrale scritta e diretta da Antonio Turco dal titolo “The end of the end”. Lo spettacolo, a ingresso libero, rientra tra gli eventi patrocinati dal Comune con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali e l’Assessorato alle Politiche Sociali, ed è inserito nel programma We are in Trulli 2023.

Da ventuno edizioni consecutive il Comune di Alberobello ospita la compagnia di teatro penitenziario ‘Stabile Assai’ che per tutti noi – spiega il Primo cittadino, Francesco De Carlorappresenta un importante momento di riflessione sia sulle tematiche sempre più dirimenti che riguardano la condizione detentiva nelle carceri italiane, come anche di quelle di tutto il mondo, sia del potere trasformativo e rieducativo del teatro (e della cultura in senso più ampio) che se vissuto con continuità aiuta a modificare la personalità dei detenuti e in molti casi porta alla piena riabilitazione della persona. Continuiamo a rinnovare la nostra fiducia alla compagnia diretta da Antonio Turco e al suo instancabile impegno nel rendere la nostra società ogni giorno migliore”.

L’opera racconta di 4 detenuti, condannati a morte, che si confrontano sul senso della vita e sui rimpianti per come hanno affrontato la propria esistenza e su come dovranno affrontare l’imminente attimo supremo. Altri i personaggi che caratterizzeranno la scena detentiva in un carcere di massima sicurezza americano. Una direttrice (che cela drammi personali) perfida ed estremamente critica nei confronti degli abolizionisti della pena di morte, una suora che tenta di alleviare il dolore dei condannati a morte, la moglie di un detenuto che ‘chiede la grazia’ per il marito e un Magistrato democratico, impossibilitato a un’azione di clemenza per il clima istituzionale e popolare favorevole alla condanna suprema, ma deciso a combattere la gestione del carcere di massima sicurezza di Abilene in Texas: sono questi le altre significative figure dell’opera.

Blues, canti gospel e canzoni d’autore faranno da colonna sonora dello spettacolo, come nella più classica delle opere della Compagnia Stabile Assai, il più antico gruppo di teatro penitenziario in Italia, vincitore di due edizioni del Premio Troisi e di due medaglie d’oro conferitegli dai Presidenti Ciampi prima e Napolitano poi.

Il mio legame con la città di Alberobello è di lungo corso e penso che mai si interromperà. A partire dal tenere a cuore per motivi familiari la Casa Rossa, la prima comunità in Italia nel dare accoglienza alle persone ‘diverse’ e poi nel mio instancabile lavoro presso il carcere di Rebibbia”. Conclude Antonio Turco autore dell’opera e regista: “L’impegno profuso a favore della riabilitazioni dei detenuti attraverso il teatro e la musica sarà sempre massimo e questo grazie al supporto di attori straordinari, come quelli che hanno preso parte a questa rappresentazione, che giorno dopo giorno danno forza alla mia missione”.

Il lavoro artistico e sociale della Compagnia è sostenuto da AICS, importante espressione del Terzo Settore, presieduta dall’Onorevole Bruno Molea.

[Fonte e foto presenti dal Comune di Alberobello]

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