I luoghi della cultura pronti per la ripartenza

ATTUALITA’

A seguito delle linee guida fornite, si potrà godere dell’esperienza culturale in piena sicurezza

 

La Direzione Regionale Musei Puglia si prepara a riaprire i luoghi della cultura. Superfluo, ad oggi, scrivere delle cause della chiusura di tali luoghi ed i danni dal punto di vista economico subiti. È stato predisposto un programma di riapertura che concilia l’esigenza dell’utenza di riappropriarsi degli spazi dopo lunghi mesi di lontananza con la necessità di garantire la sicurezza dei suddetti luoghi.

Il Decreto del 17 maggio ha indicato le linee guida indispensabili ed imprescindibili affinché sia possibile ripartire in totale sicurezza. Le indicazioni sono destinate e valevoli sia per gli enti locali che per soggetti pubblici o privati titolari di musei, archivi, luoghi generici della cultura.

Affinché le visite si svolgano in piena sicurezza è necessario stabilire dei piani di accesso per gli utenti, sarà permesso controllare la temperatura corporea (l’ingresso sarà vietato qualora la temperatura superasse 37,5°). La struttura dovrà mettere a disposizione dei visitatori soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani, garantire la pulizia e disinfezione delle superfici e degli ambienti. Importante è garantire frequentemente il ricambio d’aria nei vari ambienti.

Qualora dovessero essere utilizzati audioguide e supporti informativi vari, sarà necessario disinfettare adeguatamente tra un utilizzo ed un altro.

I visitatori dovranno attenersi e rispettare le disposizioni valide per qualunque altro luogo: indossare la mascherina, mantenere la distanza di almeno un metro ed evitare assembramenti.

Per quanto concerne la sanificazione e disinfezione dei luoghi, l’Istituto Centrale per il Restauro ((ICR) ha redatto delle linee guida ed una casella di posta elettronica a disposizione degli enti che avranno bisogno di ulteriori informazioni. Per l’elaborazione del diario di bordo della sanificazione, valido per l’intera penisola,  sono stati coinvolti esperti tra cui restauratori specializzati, chimici, biologi e geologi.

L’importanza delle linee guida è da ricercarsi nella necessità di tutelare il patrimonio culturale , in quanto l’utilizzo di metodologie inappropriate potrebbe arrecare danni visibili in futuro. Un rischio troppo grande per le opere d’arte, per la nostra storia e l’apparato culturale.

“A volte – ha dichiarato la dottoressa Serena Di Gaetano, funzionario dell’ ICR – un’emergenza aiuta a porre l’attenzione sui nodi irrisolti che erano lì fermi da tempo”.

Scientificamente è stato provato che il virus trova terreno fertile per la sua crescita e diffusione negli assembramenti, non nelle opere d’arte. Il divieto di toccare le opere esiste da sempre, non è una conseguenza della pandemia.

Il lockdown ha influito sullo stato di conservazione delle opere d’arte, le quali ne hanno beneficiato in termini di salute complessiva.

Negli ultimi anni è stato fatto molto in termini di tutela del patrimonio, per ridurre l’effetto dei fattori antropici sulle opere. Importante, in questo senso, è stato l’utilizzo di sistemi di controllo degli accessi (come ad esempio le prenotazioni on line), rispetto delle distanze e contingentamento degli ingressi in un dato ambiente.

La pandemia, nonostante i numerosi aspetti negativi, ha avuto anche degli effetti positivi. Ha maggiormente consolidato la consapevolezza di dover tutelare il patrimonio artistico e culturale, che appartiene a noi tutti non soltanto ai musei. Sono stati compiuti degli importanti passi in avanti che resteranno anche quando l’emergenza sarà ormai superata ed archiviata.

I luoghi della cultura ci aspettano. Accettiamo l’invito a godere della bellezza nel pieno rispetto delle indicazioni forniteci.

Anna Lodeserto

Agorà

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