La Chiesa “naturale” e lo spirito cristiano

CULTURA

Il punto di vista di Antonio Lillo, in seguito alla presentazione dell’ultimo libro di Marcello Veneziani a Locorotondo per la rassegna Libri nei Vicoli del Borgo… Tratto da un post su Facebook…

 

Ieri sera Marcello Veneziani presentava il suo ultimo libro, “Dispera bene”, a Locorotondo. L’incontro è cominciato bene, in effetti, salvo poi diventare controverso, almeno per alcuni, quando allo scrittore è stato chiesto cosa pensasse della Chiesa di Bergoglio. Veneziani ha detto la sua, ovvero che Bergoglio non è molto amato dai cattolici – anzi li sta allontanando dalle chiese – quanto piuttosto dagli atei o da chi è estraneo alla Chiesa, per una sua scelta politica di rivolgersi soprattutto e prima agli emigrati, ai migranti – che è vero sono milioni – dimenticandosi invece di chi resta – che sono invece miliardi, spesso poveri o disperati – quindi venendo meno a un principio “naturale” di prossimità, che vuole che per natura si voglia più bene e si ponga maggiore attenzione a chi ti è più vicino.

“Ama il prossimo tuo” dice il Vangelo, e il prossimo è, per natura, chi ti è più prossimo, vicino. “Non mi si può obbligare ad amare uno straniero, uno che non conosco più di un amico, o di un parente” dice Veneziani, “non sarebbe naturale”.

A quell’affermazione per certi versi logica, però, è intervenuto Andrea Lisi, citando la parabola del buon samaritano e dicendo che invece proprio il Vangelo riposiziona il concetto stesso di prossimità, lì dove il prossimo che si ama può e deve essere anche il tuo nemico. Non è un rapporto “naturale”, anzi, ma è proprio in quell’apertura vertiginosa all’altro la vera rivoluzione del Vangelo. Veneziani, molto civilmente va detto, gli ha risposto che riconosce il suo punto di vista, anche se quella era la Chiesa delle origini e poi la stessa Chiesa si è spostata su basi più intrinsecamente più romane, quindi su principi più pratici, concreti – che però negano, nella loro praticità, il messaggio universale del Vangelo – e che richiedono che si pensi prima a chi è qui, e solo dopo agli altri che si muovono per il mondo.

È intervenuta a quel punto Nunzia Smaltini, ribadendo con veemenza di trovare sbagliate le parole su Bergoglio e che in ogni caso non ci si può mettere davanti a una chiesa (la presentazione era sul sagrato di una chiesa) e fare simili affermazioni contro il papa e così mancare di rispetto al luogo, alla Chiesa stessa. E Veneziani le ha risposto di aver fatto quelle affermazioni sul Papa proprio per amore della Chiesa.

Solo che alle parole della Smaltini qualcuno dietro ha cominciato a dire “ecco la solita comunista” mentre dopo la risposta di Veneziani è partito dal pubblico un applauso scrosciante, sentito, che denunciava come fossero quasi tutti dalla sua parte. E io sono rimasto a bocca aperta, perché mi sono reso conto di una cosa.

Ho pensato alla puntata di Report in cui si metteva in relazione una certa destra che malsopportava o agiva contro Bergoglio, e la credevo sparsa per il mondo, estranea al mio piccolo mondo di provincia, mentre stasera ho compreso che questa destra, o meglio ancora questa destra nella Chiesa, è anche qui, a casa mia.

E forse ha ragione Veneziani, a furia di guardare cosa succede là fuori, al di là del muro, non mi sono accorto di quello che succedeva sotto il mio naso, lì dove da sempre si dice che “fra poveri ci si aiuta,” ma prima fra poveri dei paesi tuoi e dopo, se ne resta, ce n’è per tutti gli altri.

Antonio Lillo

[Foto di Libri nei Vicoli del Borgo]

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