La Fidas di Locorotondo nelle scuole per sensibilizzare alla donazione del sangue

L’INCONTRO

Dalla nostra rivista. Volontariato e Scuola. “Se la donazione vuole avere un futuro, non può prescindere dall’apporto delle nuove generazioni

 

Il volontariato, come la scuola ha una dimensione educativa e pertanto deve preparare a una cittadinanza attiva, che non sia semplice appartenenza a un contesto ma azione e impegno reali, indispensabili per una società che vuole crescere. Educazione, conoscenza, attenzione alla salute, solidarietà, donazione del sangue: sono tutti elementi essenziali alla formazione dei futuri cittadini.

Questa considerazione ha motivato già da tanti anni la Fidas (Associazione dei donatori di sangue) di Locorotondo a visitare le scuole, perché è dai banchi di scuola che si deve incominciare a fare informazione e formazione per una futura coscienza civile. Sensibilizzare alla donazione del sangue in età scolare significa educare alla solidarietà, ad uno stile di vita corretto per prevenire comportamenti a rischio, ma serve anche a creare autostima e senso di responsabilità. Vi è anche una ragione pratica: se la donazione vuole avere un futuro, non può prescindere dall’apporto delle nuove generazioni, perché sia garantito quel ricambio fisiologico dovuto al raggiungimento dei limiti d’ètà dei vecchi donatori.

Periodicamente si fanno lezioni frontali in particolare con gli studenti dell’Istituto Agrario Basile-Caramia-Gigante, in quanto target più idoneo per la donazione stessa, essendo vicini o già nella maggior età. Poi ogni anno, per un paio di volte, si effettua una giornata della donazione, grazie all’illuminata accoglienza dei vari dirigenti scolastici, alla collaborazione di tutto il personale ed in particolare del Prof. Francesco Palmisano. (Purtroppo l’emergenza covid ha interrotto bruscamente questa buona consuetudine, ora si spera di poterla riprendere).

I giovani studenti sono meravigliati, incuriositi, qualcuno vuole solo passare un’ora di svago, forse per la prima volta sentono parlare di donazione di sangue, ma è importante spiegare loro bene le modalità, sfatare vecchi pregiudizi, sappiamo che i loro timori sono quelli di chi non sa e per questo dobbiamo tranquillizzarli, spiegare che il sangue non si fabbrica, richiede un gesto generoso di qualcuno che si prende cura di qualcuno che non conoscerà mai, peraltro, il bisogno di sangue riguarda tutti, in prima persona o in famiglia o tra gli amici. Prima o poi nella vita ci si imbatte in una richiesta di questo tipo e bisogna essere pronti e consapevoli che un semplice gesto come questo può salvare un nostro simile. I nostri ragazzi hanno bisogno di credere in qualcosa di grande, di trovare dei modelli positivi, di credere che possono essere importanti per gli altri. Solo comprendendo che aiutando un altro diventano protagonisti del cambiamento di una realtà che non ci piace, che il contributo pur piccolo di ognuno può migliorare la vita di tutti, forse solo così li allontaneremo dai falsi profeti del denaro, della droga, del potere…

Noi, nel nostro piccolo, ci abbiamo provato. Perché no anche voi?

Antonella Grassi – Presidente FIDAS sez. di Locorotondo

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Novembre 2021]

Agorà

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