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La poesia, per conoscere e conoscersi

COM-PRENDIAMO

I poeti si limitano a cantare la storia, qualche volta ad interpretarla, ma raramente la determinano.” Vincenzo Cervellera

 

di Anna Lodeserto

 

Cosa prendi?”

“Un caffè, grazie”.

Cosa è la poesia?

“Chissà perché tutte le volte che ti intervista uno che non la scrive, sai già che fra le altre ti infilerà la fatidica domanda: Che cos’è la poesia? E tu ogni volta farai uno sforzo, arrampicandoti su tutti gli specchi, per non rispondergli la prima verità di ogni poeta: E io che ne so? Un po’ perché non vuoi essere scortese, un po’ per astuzia, perché sai che se lo dici gli verrà naturale chiederti Ma se non lo sai, perché la scrivi? E tu non vuoi fare la figura dello scemo rispondendogli la seconda verità di ogni poeta: Boh! Alla terza verità non si arriva mai”.

Le tre verità di un poeta, Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra in arte, Antonio Lillo.

Nell’epoca in cui alcune parole sono violentate, abusate ed utilizzate in modo improprio, si avverte la necessità di abbandonarsi alla ricercatezza linguistica e stilistica che caratterizza la poesia.

La lettura, in generale, è un ottimo esercizio per la mente, così come i piegamenti e gli addominali lo sono per il fisico. La poesia è un intenso allenamento per il cervello, in quanto consente di mettere in azione aree diverse rispetto a quelle che si attivano con la prosa.

Volendo essere più precisi, la poesia attiva la parte destra del cervello, quella preposta principalmente alla memoria autobiografica.

Tutto ciò consente al lettore di vivere un’esperienza che unisce sia la sfera sensoriale che quella emotiva.

È, purtroppo, opinione assai diffusa che la poesia sia particolarmente noiosa, triste o addirittura sia un’arte minore se confrontata con altri generi.

La poesia, invece, è oltre. Appartiene ad un mondo che ruota attorno ai sentimenti, alle emozioni… all’essere umano.

“Le parole – ha dichiarato Vitantonio Lillo – sono importanti quando devi sistemare e riordinare il testo. La scrittura è un processo che si sviluppa in più fasi, ma tutto parte dall’emozione. Il lettore quando legge una poesia deve percepire, ricevere, riconoscere il sentimento che il poeta ha voluto esprimere e condividere.”

“Hai mai avuto paura, nonno?” – chiede il fanciullo paffuto.

“Sì, certo! Ma mai dei poeti” – risponde il vecchio con la tipica voce roca dei fumatori di pipa.

“perché no dei poeti?”.

“I poeti si limitano a cantare la storia, qualche volta ad interpretarla, ma raramente la determinano.”

“Sono molti i poeti, nonno?” – chiede ancora il bambino precoce.

“Non lo so. Non abbastanza, forse. Quelli di questo paese non bastano”.

“A fare cosa, nonno?” – vuol sapere il bimbo.

“A cantare questo paese che muore, figliolo”.

“Muore, nonno?”.

“Lentamente. Giorno dopo giorno se ne va silenziosa la vecchia cultura contadina e artigiana ed al suo posto ne avanza una mutante, rumorosa, incontrollata, caotica, egoista e cialtrona. Dove andremo a finire?”.

“Nel duemila” – suggerisce il bambino intelligente.

Murgia muore, Vincenzo Cervellera, Pietre Vive Editore.

Qual è il ruolo dei poeti?

“Il poeta è la banca dati del popolo, quindi racconta, trascrive, descrive gli avvenimenti, ma non li modifica. Ricordi i menestrelli medievali che cantavano i versi cortesi? Erano poeti! La comunicazione storica e sociologica del tempo avveniva oralmente, ossia imparavi a memoria i versi e li cantavi, cosicché altri potessero impararli e tramandarli a loro volta e così via. Rosso di sera bel tempo si spera è poesia – ed un sorriso apparve sul volto di Vitantonio Lillo”.

Non si deve pensare che la poesia sia destinata soltanto a lettori adulti.

Leggere un libro di poesie con i bambini probabilmente non sarà facile, ma le fatiche e gli sforzi saranno ben ripagati dai benefici che ne deriveranno.

La poesia va oltre la parola; è immagine, ritmo, un gioco che migliora le connessioni del loro cervello quando devono esprimersi e, di conseguenza, migliora il linguaggio, accresce la capacità di comprensione ed arricchisce il vocabolario.

Le Pietroline?

Le Pietroline è un progetto che ho amato sin da subito e mi ha particolarmente entusiasmato, perché non ci credeva nessuno. L’idea è nata dalla voglia di dar vita ad una nuova collana di poesia, indirizzata ai più piccoli ed ai ragazzi. Insomma, volevamo raggiungere un pubblico diverso dal solito. Il progetto è realtà. È doveroso ringraziare Funder 35 e, in particolare, la fondazione bancaria CRT di Torino; inoltre, grazie a tutti i sostenitori che hanno creduto nel progetto ed hanno partecipato attivamente alla campagna di crowdfunding.

I libri de Le Pietroline non saranno semplici testi in poesia ma, considerando il target di riferimento, saranno presenti anche illustrazioni e fumetti.

I temi che affronteremo con un linguaggio diverso, in rima e a colori, sono quelli che abbiamo a cuore, quindi l’ambiente, il confronto con l’altro, il coraggio delle proprie scelte e l’inclusione”.

Editore.

“Pietre Vive è una piccola casa editrice; per quanto riguarda la poesia – ha affermato abbassando ulteriormente il tono della voce – rientra tra le realtà più importanti a livello nazionale. Il piccolo editore ha il compito di lavorare per la storia del paese; la memoria è uno dei servizi che contraddistingue la produzione di qualità e, al contempo, tutela le radici e la storia di un luogo, dei paesaggi, degli abitanti”.

Caffè terminato. Pausa finita.

La destra dice che di cultura non si mangia. La sinistra replica che senza cultura un popolo, un territorio, sono perduti. I giornali locali non possono che recuperare quella cultura periferica e popolare”. Vincenzo Cervellera

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Gennaio 2022]

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