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La Valle d’Itria tra i Brand Turistici di destinazione più importanti di Italia

L’ANALISI

Significativo il posizionamento del brand “Valle d’Itria”, che si pone al secondo posto e supera in termini di variazione positiva anche il brand Salento

 

di Leonardo Palmisano

 

 

Quando progettiamo un viaggio, come scegliamo la nostra meta? Cosa spinge la nostra scelta verso una destinazione piuttosto che un’altra?

La Valle d’Itria oramai è conosciuta a livello internazionale ed è bello sapere che la sua nascita deriva dalla lungimiranza e dal saper fare degli amministratori e degli attori privati. Un territorio come il nostro oggi è un brand apprezzato e sognato da molti viaggiatori. In questo articolo scopriamo insieme come è nato e cresciuto.

La Valle d’Itria, quale territorio omogeneo e interconnesso tra vari comuni, trova il suo spazio in termini di fenomeno embrionale di brand negli anni 2000, precisamente attraverso i cosiddetti “Piani Strategici POR Puglia 2007 – 2013”, quando i comuni di Monopoli (Capofila), Alberobello, Castellana Grotte, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca, Noci, Putignano, diedero vita al Piano Strategico Valle d’Itria nell’ambito del progetto di Area Vasta.

Nel documento del Piano Strategico, la visione della Valle d’Itria veniva delineata attraverso una serie di obiettivi generali e specifici, progetti strategici ed azioni mirate, con il fine di delineare una percezione di un’immagine della Valle d’Itria come “UNICUM”.

Da allora si è assistito a numerose ed eterogenee metamorfosi del territorio anche in ambito politico ed istituzionale. Attualmente, l’organo che rappresenta in maniera significativa il territorio della Valle d’Itria è rappresentato dal “GAL Valle d’Itria”, inizialmente costituito dai Comuni di Locorotondo, Martina Franca e Cisternino. In seguito si è aggiunto il comune di Fasano.

Nel 2015 l’Università del Salento, in concerto con la Regione Puglia, all’esito di una ricerca nell’ambito turistico dal titolo “I TURISMI DI PUGLIA: ANALISI DELLA COMPETITIVITÀ DEI TERRITORI PUGLIESI” evidenziava che la destinazione “Valle d’Itria” rientrava a pieno titolo come destinazione scelta dai turisti per “Autenticità ed Esclusività”.

Questo sentiment è ancora attuale, tanto che ormai La “Valle d’Itria” è uno dei 21 Brand Turistici di destinazione più importati di Italia.

Nella fase di elaborazione del nuovo Piano Strategico di Sviluppo del Turismo, per il periodo 2023-2027 l’Istat ha condotto l’indagine recante lo sviluppo dei 21 brand turistici di destinazione.

In modo particolare il focus di attenzione è stato rivolto alle nuove classificazioni dei Comuni, per l’analisi della resilienza e delle potenzialità dei territori. E’ proprio a partire dal 2022 che l’Istat ha iniziato a rappresentare a livello statistico i “Brand turistici territoriali”, intesi come luoghi caratterizzati da un contesto turistico tipico, comunemente riconoscibile e riconosciuto nell’immaginario collettivo, perché fortemente caratterizzato e tendenzialmente omogeneo dal punto di vista paesaggistico e/o culturale.

Dall’analisi dell’andamento dei flussi turistici del 2022, confrontati con quelli del 2021, si evince come la “riconoscibilità” di un territorio abbia favorito la ripresa dell’attività turistica, determinando spesso performance migliori della media nazionale. La Valle d’Itria, insieme al Lago di Garda, le Langhe e il Roero, le Cinque Terre, il Salento, la Maremma toscana e laziale, la Val Gardena, il Lago Maggiore e il Gargano e le Isole Tremiti si posizionano, in termini di andamento dei flussi turistici su livelli superiori a quelli del periodo pre-pandemico.

In più, l’Istat ha adottato un’altra classificazione dei comuni d’Italia, basandosi sulla “Vocazione Prevalente” e, tra questi, una performance significativa è stata quelli dei Borghi, capaci di attrarre un segmento turistico di particolare interesse: quello del turismo sostenibile. L’indagine mette in evidenza che la performance turistica dei 350 comuni facenti parte dei “Borghi più belli d’Italia” risulta essere nettamente migliore della media nazionale. Le presenze del 2022, infatti, superano i livelli pre-pandemici del 2019, con un incremento del +13,7% delle presenze.

Di seguito rappresentiamo una parte della Tavola 3 delle Presenze dei clienti negli esercizi ricettivi nelle località corrispondenti a Brand Turistici elaborata dall’Istat.

Significativo il posizionamento del brand “Valle d’Itria”, che si pone al secondo posto e supera in termini di variazione positiva anche il brand Salento.

Altro aspetto significativo riguarda la variazione delle presenze del 2022, rispetto al 2021, in cui il brand Valle d’Itria registra un incremento del 37,2%, mentre il Brand Salento registra una variazione positiva di 6,5%.

A cosa servono dunque tutti questi dati? Il compito di un operatore turistico è quello di esaminare il territorio anche in un’ottica di attrattività. Il dato certo è che il Brand Turistico Valle d’Itria si è affermato come destinazione in pieno sviluppo a livello italiano ed internazionale.

E’ di massima importanza che ogni operatore (sia esso pubblico o privato), impegnato a vario titolo, nella tutela, valorizzazione, sviluppo, promozione e comunicazione del Brand Valle d’Itria, metta in atto piani ed azioni volti a: salvaguardare e valorizzare l’autenticità dei luoghi; sviluppare in maniera equilibrata le attività turistiche nei centri storici, preferendo attività di alloggio e di artigianato locale rispetto ad attività di ristorazione e di attività notturna; tendere allo sviluppo economico e culturale basato sulla ecosostenibilità in ottica green; mirare al contenimento dell’overtourism con piani di contingentamento dei flussi di escursionisti e dei turisti nei momenti di altissima affluenza, attraverso piani di mobilità integrata ecosostenibile; utilizzare tecnologia e piani di comunicazione efficienti ed efficaci.

Il nostro territorio si conferma un diamante, capace di dare una visione prismatica di cultura, tradizione, territori e accoglienza. Il nostro compito è continuare a fornire la giusta luce, capace di proiettare ogni sua ricchezza.

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Gennaio 2024; le foto presenti sono di Zelda Cervellera]

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