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Locorotondo. Comitato Festa: «Grazie a tutti, evviva San Rocco!»

ATTUALITA’

I ringraziamenti del Comitato alla chiusura della tre giorni di questa 233esima edizione della Festa patronale a Locorotondo…

 

Anche quest’anno la tre giorni di festa, in quel di Locorotondo, è stata un successone. Dalla Notte Bianca del 15 sera con lo spettacolo “Omnia in Bonum” di Elisa Barucchieri e la voce narrante di Francesco Pannofino su via Cavour, ma senza dimenticare il concerto dei Terraross in Piazza Moro con il loro entusiasmo travolgente.

La notte fra il 16 e il 17, come ogni anno, con la straordinaria la sagra pirotecnica (giunta alla sua 61^ edizione) vinta dai fratelli Romano che hanno bissato così il successo del 2018.

Il ritorno, quindi, della statua del santo nella sua chiesa la sera del 17 con il lancio del pallone aerostatico in suo onore.

«Siamo stanchi, sì, ma felici. Abbiamo percorso decine di chilometri, abbiamo toccato con mano la fede popolare e la gioia di festeggiare il nostro Santo Patrono. Se abbiamo commesso qualche errore, ci scusiamo. Ce l’abbiamo messa tutta per organizzare una bella festa, una festa per tutti. Speriamo di esserci riusciti» hanno dichiarato dal Comitato Festa San Rocco.

«Grazie per il vostro affetto, è stato importante sentire la vicinanza dei locorotondesi. Grazie a tutti voi. Evviva San Rocco!

A conclusione della 233esima edizione della nostra grande Festa Patronale – continuano –, quest’anno festa giubilare, esprimiamo i più sinceri ringraziamenti a tutta la comunità civile ed ecclesiale.
Sono stati giorni intensi, pieni di fede e di speranza, proiettati verso una autentica riscoperta della nostra identità spirituale e culturale. 

Abbiamo voluto, nel rispetto della tradizione, riscoprire il valore della devozione verso il nostro Santo Protettore in cui la nostra comunità continua a identificarsi; il legame dei locorotondesi con San Rocco è vivo: la figura del giovane Rocco di Montpellier, che abbiamo riscoperto con la novena, con la mostra iconografica, con lo spettacolo “Omnia in Bonum” di Elisa Barucchieri, continua a farsi portatore, ancor oggi e ancor di più, di quei valori universalmente riconosciuti di accoglienza, tolleranza e fraternità.

Come Comitato – sottolineano – abbiamo messo il massimo impegno, non solo nell’organizzazione e nella raccolta degli oboli, ma soprattutto nel aver voluto dare senso a quello che si andava programmando, affinchè ciascun locorotondese sentisse la festa come propria e i visitatori e i tanti pellegrini potessero sentirsi a casa. 

Abbiamo avuto alcuni problemi tecnici nel corso della festa che abbiamo cercato di risolvere, sperando di esserci riusciti, grazie alla instancabile collaborazione di tanti, tantissimi, che si sono messi a disposizione: in primis – proseguono dal Comitato – ringraziamo Don Adriano Miglietta, nostro Presidente che si è assunto tutti gli oneri del caso, e poi il gruppo di lavoro, i collaboratori instancabili del Comitato Feste Patronali, uomini e donne, adulti e giovani, ragazzi che, gratuitamente, hanno messo a disposizione della comunità il proprio tempo per un bene più grande attraversando in lungo e in largo le vie e le contrade del paese per donare una testimonianza di fede autentica e di profonda locorotondesità.

Tutto ciò, tuttavia, non si sarebbe potuto realizzare se non ci fosse stata una corale partecipazione; è per questo che vogliamo dire grazie a vario titolo, a quanti hanno offerto il proprio contributo per la buona riuscita della Festa: al Sindaco Tommaso Scatigna, per la vicinanza, il coinvolgimento attestato, e per la risoluzione di numerosi problemi; all’Amministrazione comunale tutta per la sinergia istituzionale dimostrata e la fattiva collaborazione messa in campo; ai dirigenti, i tecnici, i funzionari, gli uffici preposti del Comune di Locorotondo: le donne e gli uomini del Comando di Polizia locale, dell’ufficio Attività produttive e dell’Ufficio tecnico comunale; alla locale stazione dei Carabinieri; un grazie sincero e doveroso all’Associazione di pubblica assistenza e protezione civile “Uomo 2000” per l’immenso impegno profuso senza del quale gran parte della festa non si sarebbe potuta realizzare; agli operatori ecologici per aver mantenuto il decoro del nostro paese in giorni così affollati; all’Istituto di vigilanza “Metronotte”; all’istituto comprensivo “Marconi – Oliva” per l’ospitalità; ai Parroci e sacerdoti che si sono messi a disposizione per le confessioni e le celebrazioni in questi giorni in modo speciale al Cardinal Mons. Montenegro; all’equipe liturgica e al gruppo ministranti della Parrocchia San Giorgio Martire per il prezioso servizio di animazione delle varie liturgie e per gli addobbi realizzati nelle varie chiese; ai fioristi locali, in modo particolare a Vito Pinto per le decorazioni dei portali delle 2 chiese; ai portatori instancabili, giovani e adulti, uomini e anche donne, dell’immagine di San Rocco; alle varie associazioni locali che hanno organizzato numerosi eventi che hanno arricchito il programma della festa; un grazie a tutte le maestranze, tantissimi artisti e tecnici, circa 250 persone, che hanno accompagnato, con i propri talenti, la festa di San Rocco: musicisti, ballerini, acrobati, pirotecnici; un grazie sincero e doveroso va alle tante attività imprenditoriali e commerciali che hanno creduto nel nostro operato, e hanno concretamente sostenuto i costi della festa.

Ma un grazie grande – rendono noto – va a tutta la comunità, ai tanti, tantissimi, devoti, agli anziani, alle giovani famiglie, ai cittadini residenti e fuori sede che, con il proprio sostegno materiale e con le preghiere offerte al Signore, hanno permesso la realizzazione di questi giorni di grande partecipazione e la messa in opera di una festa che penso tutti abbiamo apprezzato. 

Un pensiero ai poveri del mondo con questa attenzione dimostrata verso Giuseppina Romanazzo e i poveri del Congo. 

Sicuramente – concludono – avremo dimenticato qualcuno e ci scusiamo per questo. L’auspicio per il futuro è di migliorarci e di riuscire a far sentire sempre di più, la festa di San Rocco come la festa di tutti, ma davvero di tutti.
Buona vita a tutti!

“Pu cuntinue de stu sunne
turne arriète a lu Curdunne,
vine a sinte a Diéne
a Sante Rocche de l’anne ce viène”».

Redazionale

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