Locorotondo e il movimento turistico tra luci e ombre

I DATI

Il 2021 ha retto e il 2022 promette bene, con i soliti problemi di convivenza da risolvere

 

di Miriam Martini

 

Turisti amici o nemici dei residenti? Sembra essere ancora questo il vero problema da risolvere per trovare un giusto equilibrio tra le esigenze sacrosante di chi vive il paese da residente e chi lo visita o soggiorna qui, le modalità di fruizione del luogo, l’approccio con i servizi che offre in senso ricreativo e commerciale e i residenti che vedono limitare il proprio diritto di vivere a casa loro serenamente e senza troppe limitazioni, vincoli e scocciature.

Cui prodest? Cominciamo dai numeri.

Nonostante la pandemia e le restrizioni, i dati ufficiali registrano la tenuta delle presenze relative all’anno 2021, in particolare quelle di italiani, che sono cresciuti rispetto agli stranieri, totalizzando 8.990 arrivi con 23.714 presenze (una media quindi di 2,64 pernottamenti procapite) mentre gli stranieri sono stati 5.005 con 17.091 presenze (3,41 pernottamenti) confermando i dati storici in cui mediamente gli stranieri soggiornano una notte in più. I dati disaggregati non sono ancora disponibili, ma non appena lo saranno torneremo sull’argomento per analizzare meglio i flussi spalmati mensilmente e possibilmente per aree di provenienza e altri parametri. Le prospettive per il 2022 sono positive, si nota un netto anticipo nell’occupazione delle strutture ricettive, si vedono gruppi di cicloturisti e individuali che sono giunti con mezzi propri e sono aumentate le provenienze da Paesi diversi da quelli abituali, come spagnoli e sudamericani, ma anche israeliani. Sono tornati gli statunitensi e numerosi i francesi e tedeschi. Bene. La domanda che ogni anno ci si pone è se siamo veramente una destinazione turistica organizzata per l’accoglienza ed il servizio o se è ancora tutto demandato all’iniziativa dei singoli operatori ricettivi, senza un coordinamento strutturale che analizzi i dati, valuti le esigenze di tutti in modo scientifico e oggettivo e formuli delle valide proposte per migliorare la comunicazione a due vie e concili le esigenze di imprenditori e cittadini contribuenti. E soprattutto fornisca servizi al turista degni di tale definizione. Su questo punto, mi chiedo, esiste una indagine qualitativa? Come si definisce il prodotto nel suo complesso se non si conoscono le esigenze segnalate dal cliente?

Non va dimenticato il problema dell’accesso al nucleo abitato, non soltanto al borgo storico, la viabilità, i parcheggi, il trasporto pubblico inesistente, gli orari di apertura e chiusura degli esercizi, in particolare nel periodo estivo in cui si svolgono i numerosi eventi organizzati dalle diverse associazioni in collaborazione con l’Assessorato ma anche parallelamente in forma indipendente. Il Calendario non è ancora definitivo e pronto alla data di stesura di questo articolo, certamente occhi puntati su Locus e Viva, su Libri nei Vicoli e Balconi fioriti, Eventi musicali, religiosi, sagre, degustazioni, sperando che non vi siano scomode sovrapposizioni.

L’offerta culturale si presenta diversificata e destinata a pubblici diversi, in luoghi suggestivi e spesso a pagamento, visti alcuni dei nomi in programma, ma non mancheranno le occasioni aperte a tutti, sia in paese che nell’agro.

Una metamorfosi che non può più essere rimandata quella a cui il pacifico paese sulla collina, affacciato sulla valle incantata, deve cominciare a fare i conti sul serio e dotarsi degli strumenti tecnici e delle strategie politiche che ne preservino il fascino salvaguardando la bellezza del paesaggio oltre che delle costruzioni storiche, in un’ottica di sviluppo del territorio in modo sostenibile, con un marketing forse più sofisticato rispetto a quello territoriale standard, esaltando le unicità senza dimenticare l’aspetto economico evitando lo sfruttamento che standardizza l’esperienza di viaggio.

Indaffaratissimi i punti di contatto con i visitatori, a cominciare dalla Pro-loco, vista la posizione all’ingresso del Borgo e poi l’Info-point che a breve, non appena comunicato il risultato del bando regionale, potrà ampliare l’orario di copertura del servizio.

Una piccola nota negativa, purtroppo, che riguarda ancora una volta la conoscenza di lingue straniere, almeno dell’inglese. Questa carenza va migliorata subito, con uno sforzo congiunto tra datori di lavoro, dipendenti e organizzazioni di formazione professionale. Si chiamano investimenti, non costi, chiaro?

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero Maggio 2022]

Agorà

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