Mistero per un contribuente: da Palazzo Chigi la decisione che scuote la burocrazia.

ATTUALITÀ

Coinvolti l’ex Equitalia e la Cassa geometri

 

Era il mese novembre 2020 quando il contribuente inviava il ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché la Commissione per la trasparenza amministrativa di Palazzo Chigi esaminasse la questione.

Ricorso dovuto dal fatto che l’Agenzia delle Entrate Riscossione, in precedenza, avesse attivato una procedura di pignoramento nei confronti di un geometra poiché, a dire dell’Ente esattore, incaricata direttamente alla Cassa Geometri sulla scorta del c.d. ruolo esecutivo.

Il contribuente, rivolgendosi in prima battuta al Tribunale di Taranto per opporsi al pignoramento, segnalò subito all’Autorità giudicante che ci si trovasse dinanzi ad un caso assurdo o meglio detto “mistero amministrativo”: dalla documentazione rilasciata dalla predetta Agenzia esattoriale risultava che il ruolo, preordinato all’emissione e notifica della famosa cartella, in realtà fosse nato successivamente alla sua resa esecutività poiché il primo riportante l’anno 2019 mentre il secondo l’anno 2018.

Da qui l’indagine iniziata autonomamente dal contribuente il quale, affidandosi ai legali Avv.ti Angelo Lucarella e Silvia Nutini, ha praticamente rivestito i panni dello 007 chiedendo numerose volte accesso agli atti amministrativi in possesso dei due Enti (appunto Cassa Geometri e Agenzia delle Entrate Riscossione).

Gli Enti destinatari delle diverse istanze, in buona sostanza, rimpallavano la competenza, da una parte, consegnando documentazione parziale o non afferente, dall’altra parte. Per il resto nulla.

Non vinto dal comportamento dei burocrati, il geometra difeso dai legali summenzionati, si rivolge successivamente a Roma chiedendo l’intervento della più alta carica istituzionale in materia prima di interessare la magistratura amministrativa ed eventualmente penale.

La Commissione capitolina fissa la discussione e giunge un colpo di scena: Cassa Geometri e l’Agenzia esattoriale inviano, qualche giorno prima, una serie di documenti al contribuente comunicando di aver errato, incolpevolmente, rispetto al non consentito accesso totale.

A questo punto Palazzo Chigi dichiara cessata la materia del contendere considerando soddisfatto l’esito del procedimento amministrativo.

Ma così non è. Il geometra-contribuente non ha ricevuto, materialmente, alcunché in ordine alle due cose principali ed essenziali chieste: l’atto di affidamento in carico esattoriale nonché, preordinatamente a quest’ultimo, il vero e proprio ruolo per come formato e reso esecutivo al fine di emettere la successiva cartella.

Rinnova, a questo punto, la richiesta d’intervento di Palazzo Chigi che il 30 marzo scorso, fermamente, decide di dare una vera e propria scossa ordinando ai due Enti pubblici predetti che “a fronte dei lamentati rimbalzi di competenza tra amministrazioni e di impossibilità di accedere ai documenti richiesti – al punto che il ricorrente si riferisce alla vicenda in oggetto come ad un “mistero amministravo” – appare doveroso ricordare alle amministrazioni resistenti che tutto l’agire della pubblica amministrazione deve essere improntato al principio di trasparenza, al fine di garantire al cittadino l’effettiva partecipazione al procedimento nonchè di poter tutelare i propri diritti in esso coinvolti”.

Ora la palla passa di nuovo ai due Enti che dovranno dare urgenti chiarimenti sull’accaduto sempre se non vorranno che il mistero si infittisca ulteriormente.

Agorà

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