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Orgoglio e Pregiudizio sono pericolosi, cara Miss Bennet!

LA RIFLESSIONE

Dalla nostra rivista “La Nazionale vince gli europei di calcio, ma è davvero una sorpresa?

 

di Miriam Martini

 

Troppo spesso noi italiani veniamo sottovalutati, da chi non ci conosce abbastanza, ignorando la nostra qualità di dare il meglio di noi quando siamo sotto stress.

La nostra capacità di adattamento, di sopportazione e la tanto citata resilienza ci appartengono da secoli. Molti pensano, con evidente pregiudizio, che l’orgoglio non ci appartenga in quanto Nazione, ma soltanto come individui.

Forse è anche vero, in parte, siamo il Paese dei Mille campanili, ognuno è convinto che il proprio luogo di appartenenza sia il più bello, con le sue piazze, chiese, palazzi, paesaggi, cibo, tradizioni e il tricolore viene tirato in ballo sempre meno, pattuglia acrobatica unica eccezione. Ma, c’è sempre un ma…

E così ogni tanto, quando ci sentiamo sottovalutati e presi un po’ in giro solo per il fatto di essere italiani, quelli che chiacchierano troppo e fanno gesti incomprensibili con le mani mentre parlano, quelli che arrivano in ritardo, quelli inaffidabili e superficiali, fanno squadra, in campo e fuori. Non importa da dove arrivino, se sono giovanissimi o più anziani, se parlano la stessa lingua con accenti diversi, dialetti che sembrano altri idiomi, se nati sulle Alpi o di fronte all’Africa: chiunque sia in quel momento a giudicarci in base ai soliti stereotipi colmi di pregiudizi prima o poi dovrà fare i conti con noi, perché è in certi momenti, in determinate circostanze che l’orgoglio esce allo scoperto. Eh no, così non va bene! Quindi zitti zitti, piano piano, cominciamo a fare il nostro gioco, senza troppo clamore, a testa bassa, lasciando ai nomi noti la ribalta iniziale, perchè non vogliamo attirare troppo l’attenzione, perché i soliti britannici parlano di understatement, low profile, fair play, e poi abbiamo visto come è andata a finire!

E’ finita che piano piano siamo arrivati in finale, senza regali o favori, ma lottando sino all’ultimo con grinta, senza individualismi da primadonna, senza polemiche da bar, senza pregiudizi nei confronti degli avversari. E’ finita che la solita Italia presa poco sul serio ha vinto la coppa e se l’è portata a casa. Orgogliosamente.

E tutte le Miss Bennet che credevano di saper giudicare gli altri in base a una conoscenza superficiale delle persone e delle cose si sono dovute ricredere. Perché non bisogna mai sottovalutare quel sentimento latente che alberga dentro gli italiani, la rivalsa. Perché come diciamo noi romani, a proposito di dialetti, “a’ndo vai, tanto prima o poi m’aricapiti!”. Infatti.

[Articolo pubblicato sulla rivista Agorà, numero di Luglio 2021

 

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