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Parla il Dott. Felice Casavola: “Mascherine indispensabili anche nella Fase 2”

L’INTERVISTA

Dalla nostra rivista “Mai abbassare la guardia, lo stato di allerta deve rimanere invariato”

 

di Ambrogio Giacovelli

 

Coronavirus, Fase 2. Anche Locorotondo si appresta a vivere il secondo step della lotta al COVID-19 e per saperne di più abbiamo voluto sentire il Dottor Felice Casavola, M.M.G, Fiduciario Ordine dei medici di Bari, membro del Centro Operativo Comunale nella Commissione Strategica.

Buongiorno Dottore, innanzitutto rendiamo “tangibile” il nostro avversario, ora che siamo nella Fase 2. Quali sono le precauzioni che suggerisce adesso che ci sono più attività aperte al pubblico?

“Dobbiamo applicare delle semplici regole, le stesse della Fase 1: distanziamento, nessun assembramento, utilizzo delle mascherine, isolamento e comunicazione al proprio medico in caso di febbre e disturbi respiratori. Regole del buon senso più che imposizioni. L’uso delle mascherine è fondamentale, come evidenziato da questo semplice schema:

In caso di tosse o raffreddore NON utilizzate MAI quelle dotate di valvola.”

Le dinamiche socio-economiche sono cambiate in questa nuova fase. Chi sono ora i soggetti più inclini a contrarre il COVID-19?

“Indubbiamente è oramai ritenuto che il contagio non risparmia nessuna fascia di età, il problema è l’alta percentuale di possibili complicanze di pazienti con altre patologie concomitanti.”

E’ auspicabile un calo della guardia con l’avvento delle temperature calde o l’allerta deve rimanere massima?

“Il virus circola e probabilmente, circolerà ancora, quindi mai abbassare la guardia. Sulle temperature non è accertato assolutamente nulla, lo stato di allarme deve rimanere invariato.”

Quando si potrà dire di aver raggiunto un numero di contagi tale da non destare preoccupazioni?

“Quando il numero dei tamponi o dei test sierologici di acuzie (IGG) saranno negativi. Il problema è insito nei tamponi.”

Recentemente si vedono in giro sempre più persone senza mascherine e guanti. Sarà necessario adottare controlli più severi?

Dobbiamo adottarli. Io sono personalmente contrario a rinunciare alla mascherina soprattutto all’aperto. E’ un piccolo sacrificio che possiamo fare tutti.”

A questo proposito ritiene utile la figura del cittadino sentinella?

“E’ logico che ove qualcuno volesse segnalare comportamenti inadeguati, è coscienza civica farlo, ma ritengo che la figura della sentinella debba essere espletata dalle Forze dell’Ordine, come egregiamente fatto finora.”

E’ impegnato in questa battaglia da molto vicino. Sente che la comunità scientifica possa aggiungere qualcosa a ciò che è stato già detto?

Sì: parlare in pochi, lasciar perdere le ipotesi fantasiose e complottiste. La comunità scientifica ha risposto adeguatamente ma il problema di fondo è stato sin dall’inizio reperire i dispositivi di prevenzione. Il resto è purtroppo andato come è andato proprio nel tentativo di fronteggiare la carenza”.

Alcuni parlano di visite virtuali e di telemedicina. E’ fantasia?

“Per poter fare visite virtuali o avvalersi di telemedicina c’è bisogno che dall’altra parte dello schermo ci sia una persona che abbia l’indottrinamento informatico e l’utilizzo di apparecchiature utili in tal senso. Per chi ha già difficoltà nell’utilizzo di uno smartphone è complicato, poi ovviamente dipende da caso a caso.”

Tra l’altro la ripresa sta comportando un’importante riprogrammazione delle visite.

“Rimodulare il tipo di ingresso e cercare di ottimizzare tutto ciò che può essere fatto in virtuale è un nostro obiettivo. E’ logico che si perderà in parte il contatto “umano”. Personalmente ho una grossa difficoltà in questo perché preferisco poter vedere i pazienti in faccia e poterli visitare in maniera tradizionale.”

Sembra che tutti stiano aspettando con ansia il vaccino anti-coronavirus. Abbiamo da anni il vaccino per l’influenza ma, nonostante i circa 8.000 decessi annui, pochi si sottopongono a questa profilassi. Cosa diciamo ai nostri concittadini?

“Voglio essere pessimista e considerare uno scenario futuro di riaccensione dell’infezione COVID. Se tutti fossimo vaccinati contro l’influenza, in situazione di emergenza avremmo subito contezza che si tratta di COVID e non di influenza… sembra poco?”

E’ vero che siamo uno dei pochissimi Comuni a contagi zero, ma come ritiene che i Locorotondesi si stiano comportando rispetto alle disposizioni nazionali e regionali?

“Con l’educazione e il rispetto che ci hanno sempre contraddistinti. I fattori che ritengo siano stati fondamentali: la bassa densità abitativa (che ha inevitabilmente inciso sul rispetto del distanziamento) e l’osservanza pedissequa delle Ordinanze Sindacali, che reputo essere state tempestive. L’elaborazione di strategie atte al contenimento dei contatti, con il prezioso e imprescindibile ruolo delle Associazioni di Volontariato, ha fatto molto.

Ribadisco però un concetto espresso in altre sedi, noi non abbiamo avuto casi di COVID sintomatici, cioè che hanno sviluppato una malattia tale da richiedere ricovero e/o tampone di conferma. L’assenza di persone COVID positive e asintomatiche si può evidenziare soltanto con uno studio della popolazione di Locorotondo attraverso test sierologici. Sui test poi c’è una problematica di sensibilità e specificità che l’Istituto Superiore di Sanità sta valutando. Attualmente quelli validati non sono più di una decina e nessuno è di quelli rapidi, come ad esempio la misurazione della glicemia con una goccia di sangue.”

Ringraziamo il Dottor Casavola per il tempo concessoci e gli auguriamo un grosso in bocca al lupo per il suo lavoro.

[Foto di Antonella Posa]

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