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Pasqua in cerca della vita

LA RIFLESSIONE

Sulla nostra rivista scrive don Stefano Bruno: «Abbiamo riscoperto l’importanza e l’essenzialità di tante cose che ritenevamo scontate, anzi, non ci accorgevamo più di avere…»

 

Una Pasqua insolita quella che abbiamo vissuto quest’anno, ma allo stesso tempo unica, perché segnata dal desiderio profondo di voler compiere veramente il “passaggio” dalla morte alla vita.

Il senso del mistero pasquale è proprio questo: l’occasione del cambiamento, tornando alla libertà propria dei figli di Dio.

Mai come in questi giorni il desiderio di ciascuno è stato quello di tornare a gustare la bellezza delle relazioni interpersonali, ormai assorbite dallo scorrere inesorabile della routine quotidiana. Mai come in questi tempi il senso di comunità è stato così forte riuscendo a dare speranza nelle giornate più dure.

Mentre le chiese sono chiuse per le celebrazioni, dalle case si alza il pensiero e la preghiera a Dio. Alla chiusura dei luoghi soliti di aggregazione abbiamo risposto con i social media che in maniera del tutto nuova ci hanno fatto sentire vicini.

Abbiamo riscoperto l’importanza e l’essenzialità di tante cose che ritenevamo scontate, anzi, non ci accorgevamo più di avere. Solo ora ci accorgiamo quanto queste siano necessarie e vitali.

“Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato” ci ha detto Papa Francesco nel momento straordinario di Preghiera del 27 marzo scorso. Non abbiamo dato peso ai tanti segnali che ci venivano dati da più fronti, intimandoci che l’uomo non può sostituirsi a tutto, fino al momento in cui ognuno di noi si è dovuto fermare, facendo i conti con la paura e con l’angoscia di dover affrontare un avversario ignoto e feroce.

Davanti a questo virus sono crollate tante sicurezze e sono emerse le vere paure costitutive della persona umana, al di là dell’area geografica di appartenenza, del colore e della nazionalità. Ognuno, a suo modo, ha sentito il bisogno di difendere il bene più prezioso che è la vita stessa.

La singolare Pasqua che ci lasciamo alle spalle, vissuta nella precarietà dovuta dalla pandemia, segni per tutti noi l’occasione per ripensare le nostre esistenze cercando di cogliere ciò che veramente conta nella vita. Solo così il tempo che stiamo vivendo non sarà solo una pagina che si aggiungerà ai libri di storia, ma una situazione di crisi che sboccia in una nuova occasione da cogliere per dare il nostro contributo affinché la vita si possa esprimere in tutta la sua bellezza.

don Stefano Bruno

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