Presentazione del numero 51 della Rivista Locorotondo

L’APPUNTAMENTO

Sabato 8 agosto alle 19.00 si presenta in piazza Vittorio Emanuele il numero 51 della Rivista Locorotondo. Vi saranno presenti molti dei collaboratori della rivista, il comitato redazionale formato da alcuni autori e da rappresentanti della BCC Locorotondo, e la nuova direttrice responsabile Zelda Cervellera










 

 

L’incontro, auspicato da tempo, sarà un tentativo di riaprire un dibattito culturale nel paese, tanto più necessario quanto più ci rendiamo conto di una deriva politico-gestionale improntata al disordine, perché spesso improvvisata sul momento, non realizzata sui dati, sui progetti, sull’ascolto e sulla raccolta delle idee. Soprattutto sarà un dibattito fatto de visu, di persona, fra le diverse parti in causa sui vari contenuti della rivista: gli autori da una parte e i lettori dall’altra.

Nei numeri scorsi, monotematici, si è parlato a lungo di temi fondamentali quali gli scavi di Grofoleo e della visione di una Locorotondo nel 900 attraverso gli studi dell’antropologo Anthony Galt. Temi che rimandavano sempre alla domanda: come vogliamo immaginare il nostro futuro? Questo numero sarà più vario e vedrà diversi apporti: per cominciare un attento studio sulla cultura contadina da parte di Luigi De Michele il quale si fa promotore di un messaggio assai sentito: recuperiamola quella cultura, riapriamoci alla possibilità di una economia agricola, proprio adesso che in altre regioni d’Italia nascono piccole aziende, cooperative, agriturismi; perché quando finirà il boom turistico, quando verrà meno l’ultima tipologia economica su cui ruota il paese, quella edilizia (essendo quasi del tutto scomparse le altre) non ci resterà più nulla. È un messaggio forte, lo sappiamo, che si merita di essere affrontato.

Parlando di tradizioni, Dino Angelini recupera una vecchia intervista fatta a Don Orazio Scatigna sul calendario liturgico del paese a cui erano legate le vecchie festività, alcune oggi scomparse; è un documento importante perché ci fa sentire la voce di uno dei protagonisti, nel bene e nel male, della vita del nostro paese nel secolo passato.

Parlando ancora di economia e futuro, Maria Grazia Cito pubblica la prima parte della sua tesi – la seconda sul prossimo numero – tutta dedicata alle possibilità di uno sviluppo economico del paese in ambito turistico: su questo numero i dati di cosa è stato fatto finora, sul prossimo le proposte. È un articolo importante perché molto spesso affrontando l’argomento ci siamo basati, come comunità, solo su dati empirici: cosa vediamo noi e come lo interpretiamo in base alla nostra esperienza: qui invece ci sono statistiche, numeri, tabelle, anche messe a confronto con altre realtà.

Chiude il numero 51 – oltre a due recensioni a libri importanti: uno di Emanuele Andrea Spano, poeta piemontese che ha dedicato un piccolo bellissimo libro al nostro paese, e uno di Dino Angelini sulla scuola che si va profilando – una raccolta di poesie di Maria Nardelli, poetessa locorotondese che ha vissuto molti anni fuori e ora, per uno di quei rari processi che tutti ci auspichiamo di ritorno dei cervelli in fuga, è rincasata. La serie di poesie rientra in un progetto letterario già realizzato in passato da Enzo Cervellera, Juvenilia, che riprendiamo in suo onore.

Agorà

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