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Spigolando su fatti e personaggi di un’Istituzione

CULTURA

Ancora sul libro di Donato Bagnardi: L’Opera Pia “Basile – Caramia”. Un’importante storia di paese nella Locorotondo del primo Novecento

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Da poco ho finito di leggere l’ultimo saggio letterario del professore Donato Bagnardi e, grazie alle sue chiare argomentazioni e al corredo delle fonti riportate, sono riuscita ad approfondire le ragioni del sorgere dell’Opera Pia “Basile-Caramia” di Locorotondo e del suo evolversi nei primi decenni della sua vita.

Le mie curiosità si sono appuntate, però, su alcuni fatti e personaggi relativi al cammino della Scuola Agraria cui l’Opera Pia intendeva dar vita, piuttosto che sulla ricostruzione della storia di questo Ente promotore, vero obiettivo dell’Autore. Il libro mi ha offerto anche l’occasione di cercare nei diari di mio marito, Pasquale Recchia, preziosi riferimenti in merito alla storia qui raccontata.

L’idea di erigere una Scuola Agraria a beneficio dei figli degli agricoltori poveri del Comune, come si sa, matura agli inizi del Novecento nell’animo del possidente locale Giovanni Basile Caramia, anche per una serie di fattori sociali territoriali convergenti.

A trent’anni dal suo concepimento, finalmente, nel 1937, presso masseria Ferragnano, l’Opera Pia “Basile-Caramia”, riconosciuta con Regio Decreto del 5 settembre 1938, dà vita alla tanto agognata Scuola.

Come sempre accade nell’avvio di un progetto, gli esordi sono resi difficili dalle circostanze e dalle forze amministrative non sempre favorevoli, nella fattispecie interne ed esterne all’Ente. La Scuola parte nell’anno scolastico 1936-37 con l’istituzione di un Corso biennale di avviamento professionale a tipo agrario, con annessi Corsi preparatori di IV e V elementare. Viene inaugurata il 21 marzo 1937, ma comincia a funzionare solo nell’anno scolastico 1937-38 con 14 studenti.

Il conflitto mondiale del 1940-45 infligge un duro colpo al già difficile e precario avvio della Scuola “sino a renderla esistente solo sulla carta”. Le notizie del suo funzionamento effettivo risalgono all’anno 1943, quando l’Ente provvede a mantenere tre insegnanti: Pasquale Recchia, Maria Giacovazzo e Antonio De Luca. Il loro intervento evita che le finalità originarie del testatore vengano vanificate. Ma Pasquale Recchia è già all’opera fin dall’1 novembre 1941. Egli passa dalla Scuola statale, dove ha ottenuto un insegnamento annuale, alla Scuola privata di Caramia, per assecondare la richiesta del Direttore didattico G. Bruno, che gli propone di fare il cambio con sua figlia, la signorina Lilli. La sede della Scuola Agraria è occupata dai militi e non è prudente che una giovane vada a stare là.

Anche quando Pasquale Recchia apprende di essere stato danneggiato nella carriera, passando da una Scuola statale ad una privata, non demorde e, nell’impegno assunto, mette tutta l’energia, la competenza e la razionalità che lo hanno sempre distinto. Studente universitario all’Istituto Orientale di Napoli, nell’insegnamento ai ragazzi, quattro di IV e sei di V, mette tutta la passione del giovane ventenne.

Nel 1942-43 gli viene assegnato il secondo Corso di avviamento agrario. Ma non basta. Gli vengono attribuite le cariche di Direttore didattico e di Istruttore pratico con i relativi oneri di responsabilità. Egli si prende cura di tutto, valorizza e custodisce quanto gli è stato affidato: riordina, sistema, cataloga le suppellettili e l’arredo scolastico, e traghetta la Scuola fino al 31 luglio 1944, salvandola da sicura estinzione. Tra i suoi allievi di Corso, Martino Gentile, oggi novantunenne, mio vicino di casa. Martino racconta che gli piaceva studiare e che il professore Pasquale lo incoraggiava a proseguire gli studi, ma fu impedito dalle sorelle, perché si sottraeva al lavoro dei campi.

Nel 1945 “irrompeva sulla scena” il professore Giuseppe Boccardi, nativo di Noci, laureato in Scienze Agrarie all’Università di Bari. Avvalendosi della sua duplice carica di Direttore tecnico dell’Ente e di Direttore didattico della Scuola, Boccardi con titanici sforzi, superando ogni difficoltà e resistenze determinate da fattori umani inspiegabili, grazie anche all’operato dell’allora presidente dell’Amministrazione ordinaria dell’Ente, l’arciprete parroco don Orazio Scatigna, riesce a far evolvere la Scuola da privata a parificata, a statale.

Gli spazi a disposizione non mi consentono di tracciare, sia pure a grandi linee, un quadro dell’iter dell’Ente promotore che procede fra avanzamenti e battute di arresto, quasi assistito da un volere divino. Suggerisco, pertanto, di leggere il testo del professore Bagnardi che saprà coinvolgere il lettore con il suo lessico fluido, elegante ed il suo discernimento filosofico.

Marianna Caggese

[Foto in evidenza: 1942-43. Masseria Ferragnano di Locorotondo. In alto, a sinistra, l’insegnante Pasquale Recchia fra gli studenti del Corso di avviamento professionale a tipo agrario. Le sue mani poggiano sull’alunno Martino Gentile, oggi novantunenne. In basso, in primo piano, la prima da sinistra, l’insegnante Maria Giacovazzo]

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