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“Tradizione Popolare: Io amo la Festa?” la terza edizione a Conversano

L’EVENTO

Una opportunità per arricchire ed arricchirsi sul significato e l’importanza della Festa…

 

Sabato 30 settembre, nel corso della Festa in onore di Santa Rita da Cascia e dei SS. Medici si è svolta, a Conversano nella caratteristica piazzetta San Cosma, la terza edizione di “Tradizione Popolare: Io amo la Festa?”organizzata dalle locali Associazioni Culturali “Festa” rappresentata dal Presidente Mino Mincarone che ha moderato l’incontro e “Mentipensanti” rappresentata dal Presidente Richi Mancini che ha introdotto l’argomento.

Al tavolo erano sedute persone di diversa età, cultura, estrazione rappresentanti delle varie realtà che compongono il palinsesto di una festa. Erano presenti: Padre Filippo D’Alessandro Rettore del Santuario Madonna del Pozzo in Capurso, la Dr.ssa Katia Sportelli Assessora Comunale Conversano alla Cultura, Turismo, Lucio Mariano titolare ditta luminarie Mariano Ligth di Scorrano, il Maestro Angelo Schirinzi direttore della Grande Orchestra di Fiati “G. Ligonzo” Città di Conversano, Christian Ligorio talentuso giovane madonnaro, Franco Satalino decano del Comitato Feste Patronali di Locorotondo, Ciccillo Fanelli storica presenza nelle feste patronali conversanesi, Andrea Dinatale giovanissimo appassionato di feste.

Ad assistere tra il pubblico era presente anche la prof.ssa Susanna Pescetti direttrice del Gran Concerto Bandistico “G. Piantoni” Città di Conversano. La prof.ssa Simona Paulon ha letto alcuni brani che spiegano bene i buoni motivi per amare le nostre feste. La serata è stata aperta dal saluto del Presidente del Comitato festa S. Rita e SS. Medici di Conversano Raffaele Narracci che ha ringraziato gli intervenuti per aver accettato l’invito augurando un proficuo incontro.

Richi Mancini, prendendo la parola, ha ringraziato a sua volta tutti i presenti per la partecipazione ed il contributo che daranno all’evento che è stato voluto per offrire la possibilità a tutti di dialogare fra amici, ascoltare, riflettere in modo semplice, spontaneo ed informale come si farebbe intorno ad un tavolo di casa o ad un tavolino del bar bevendo un caffè.

Una opportunità per arricchire ed arricchirsi sul significato e l’importanza della Festa con suggerimenti, esperienze, sensazioni per conoscere meglio la validità di un evento come la Festa Patronale e tutto l’indotto che la circonda.

Mino Mincarone spiega come si svolgerà l’incontro già l’allestimento ricorda una tavola tra amici, questo perché l’incontro fosse percepito come una chiacchierata piacevole tra vecchi amici, per stimolare il dibattito ed analizzare e sviscerare l’argomento delle feste, bene prezioso e delicato, con interventi fatti in totale libertà. Sarà lui stesso a guidare e moderare la chiacchierata anche attraverso la successione di immagini che farà scorrere volta per volta sul ledwall presente nella piazza e scoprire i buoni motivi per amare le nostre Feste.

Dopo i vari interventi sull’avvincente argomento fermo restando che al centro della festa c’è il festeggiato di turno che può essere un Santo o la Madonna che ci riportano di conseguenza all’unico Dio Padre Misericordioso tutti sono convinti che la festa è espressione popolare dell’identità della comunità cittadina, è occasione aggregativa e di condivisione, tempo per riunirsi, incontrare amici, conoscenti, parenti che vivono fuori le mura casalinghe. Sono momenti di socializzazione, eventi di grande valore spirituale ed umano, manifestazioni di gioia , di allegria di piacevole diversificazione della quotidianità. Bisogna amare la festa perché “ogni volta che si svela ai sensi del turista lo lascia felice ed incantato, perché è la culla delle nostre tradizioni ed il luogo privilegiato della nostra identità”.

Non bisogna trascurare l’aspetto economico che è fondamentale perché le feste garantiscono lavoro ed occupazione in vari ambiti “si ama la festa perché in essa riconosciamo tanti antichi mestieri che nel tempo mantengono viva la loro origine creativa, tutta locale” e “perché so quanti uomini e donne lavorano e vivono grazie ad essa…….”. Se non ci fossero le feste cosa ne sarebbe di tutto il personale impiegato dagli illuminatori, concerti bandistici, mastri pirotecnici, pallonari, ambulanti di ogni genere alimentari e non, giostrai ecc. ecc. che creano quell’atmosfera speciale che si respira nei giorni di festa, si aggiungerebbe altra disoccupazione alla già tanta esistente.

Bisogna amare la festa perché è rivivere una pagina di storia locale, che si rinnova ogni anno tra fede e devozione popolare, testimonianza autentica di legame alle proprie radici, patrimonio immateriale sempre vivo da custodire, difendere e tramandare, insieme al nostro patrimonio storico-architettonico, alle nuove generazioni.

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