Agricoltura. Raccolto 2018: Annus Horribilis

IL BILANCIO

Il Clima impazzisce e l’olivo subisce

 

Una pessima annata per gli ulivi e per il raccolto. Niente olio quest’anno, da quanto emerge non solo dai commenti unanimi dei proprietari che ogni anno raccolgono i frutti degli alberi che maggiormente caratterizzano il paesaggio rurale pugliese e quindi anche il nostro territorio, chi per uso strettamente personale, chi per incrementare con la vendita il proprio reddito. A livello regionale le perdite previste superano il 56% rispetto all’anno scorso, che in verità era stata un’annata eccezionale per quantità e qualità. Ma il calo non è dovuto soltanto alla ciclica alternanza produttiva: ci si è messo di mezzo il clima e chi dice che non esistono mutamenti e anomalie dovute al riscaldamento globale, beh, o vive su un altro pianeta o mente sapendo di mentire. Certo dovrebbe meravigliare scoprire, leggendo i dati, che tutte le regioni del Nord vedono crescere la propria produzione seppur irrilevante in termini globali, mentre la regione maggiormente in sofferenza in termini assoluti è proprio la Puglia, che da sola copre oltre il 50% dell’intera produzione nazionale.

Nell’entroterra della provincia di Bari, riporta uno studio del Consorzio Nazionale Olivicoltori, “i danni maggiori causati alla produzione sono imputabili alla gelata di fine febbraio, seguita da settimane di clima mite che avevano determinato un risveglio vegetativo anticipato. Lungo la fascia costiera, per una profondità di 6-7 km, si presenta invece una ottima produzione minacciata però dall’intensa attività della mosca olearia. Mediamente si stima un calo produttivo per la provincia intorno al 70% rispetto alla campagna precedente”.

Quindi, mentre negli Stati Uniti uno studio scientifico della FDA classifica l’olio extra vergine di oliva pugliese di alcune specifiche cultivar, come la coratina, non soltanto come alimento bensì come farmaco, se utilizzato con precise modalità, ecco che uno dei tesori più preziosi dell’alimentazione mediterranea subisce un durissimo colpo e con esso tutta la filiera economica collegata, con una prevedibile impennata dei prezzi. Dovremo fare più attenzione alle dosi, custodire gelosamente le scorte. Non è raro, anzi, che in campagna si siano verificati furti ai danni di agricoltori e olivicoltori che avevano scorte di olio nei propri depositi ma anche a semplici privati che avevano piccole scorte per uso proprio. Al di là del danno economico, l’offesa è anche al lavoro e alla cura che le persone ci mettono per ottenere un buon prodotto, l’oro verde di cui andare fieri, come quando si indossa un gioiello di grande valore. Abbiamo un compito importante, noi che viviamo questo tempo, quello di valorizzare e proteggere il patrimonio arboreo per farlo giungere alle future generazioni come un grande dono, così come lo abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto, basta gettare lo sguardo verso il mare una mattina e perdersi nella piana degli ulivi secolari. Intanto aspettiamo fiduciosi il prossimo raccolto, Xylella permettendo…

 

RegioneProd.ne Tons. 2017Stima Prod.ne 2018Variazione %
Piemonte81030
Lombardia57274430
Trentino – A.A.33036310
Veneto1110149935
Friuli V.G.10513730
Emilia Romagna1242497-60
Liguria4165520725
Toscana154961782015
Umbria44583649-18
Marche54533318-39
Lazio1857413258-29
Abruzzo1446412707-12
Molise36012700-25
Campania1641410167-38
PUGLIA20598391182-56
Basilicata70371056-85
Calabria7115721029-70
Sicilia5238127608-47
Sardegna63702363-63
ITALIA428920215344-50

 

Miriam Martini

[Foto di Annagrazia Palmisano]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Osservatorio Italia Olivicola su base dati Ismea (Prod. olio di pressione in tonnellate)

 

Agorà

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