Così per dire, modi di dire- Modi di essere

MINZE O LARIJE

“Giro… divagando” – Il patrimonio immateriale: spigolature, usi e costumi, ricordi

di Valentina Mastronardi

 

Più volte in questa rubrica si è evidenziato come, per comprendere appieno un luogo, sia importante entrare in contatto soprattutto con le persone che lì abitano, vivono e respirano i territori rendendoli unici e irripetibili, nonché autentici. E’ risaputo che alcune espressioni e/o anche solo una parola risultano essere più immediate, incisive e capaci di rendere il senso di un’intera e ben più argomentata spiegazione.

Un vettore fondamentale è senza dubbio il dialetto, celebrato in una giornata nazionale il 17 gennaio con varie iniziative (quest’anno si è svolta in rete la II ed. dei post ad esso dedicato del tour operator Mappart Idee In Movimento e il primo contest dell’Ass.ne Ecomuseale di Valle d’Itria con la condivisione di modi di dire, indovinelli, proverbi locali per la redazione di una mappa di valle d’itria).

Continua qui il tentativo di redazione di un “dizionario” che ne elenchi qualcuno seguendo l’alfabeto.

“B” come “Bénediche”. Sarà sicuramente capitato di ascoltare questo modo di dire sia in forma beneaugurale, appunto, che Dio ti benedica che, di contro, usato ironicamente a sottolineare la fortuna del ricevente non proprio meritata.

Benediche – che se ne dica bene. Lo si usa come forma di saluto, tra due persone che non si vedono da tempo e che si reincontrano con piacere; per mostrare ammirazione rispetto ad un’esperienza che riguarda l’interlocutore nel momento in cui la sta raccontando e così via. Di contro, si accennava prima, si può usare cinicamente per evidenziare accadimenti fortunosi e immeritati dell’interlocutore.

Sempre più spesso nelle considerazioni sulle nuove generazioni (basta però “non fare di tutta l’erba un fascio”) degli anziani si sente dire: “eé juvéne de muje n’ha lé pù discére manche “Bénediche” a sottolineare la mancanza di predisposizione al dialogo e di ascolto di consigli tanto da non apprezzare, nemmeno, un messaggio beneaugurante. E voi, che modo di dire avete e/o conoscete? Segnalatelo in redazione, sarà un piacere parlarne!

Valentina Mastronardi

mastronardivale@gmail.com

[Foto di Gianluigi D’Onofrio]

Agorà

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