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La storia di Tommaso Buscetta – ‘’ il Traditore’’ di Marco Bellocchio

LETTERE DI CINEMA – FORUM

Ha suscitato critiche la decisione di presentarlo in sala proprio il giorno in cui ricade l’anniversario dell’attentato… 

 

di Antonella Posa

 

Marco Bellocchio affermato regista cinematografico già dal 1967 con la vittoria del Leone d’argento per il film ‘ La Cina è vicina ’ diventa poi sceneggiatore, produttore cinematografico e docente italiano, partecipando a rinomati festival e annoverati premi.

Nel 2019 lancia la sua pellicola con ‘ il Traditore ’, una narrazione delle vicende di Tommaso Buscetta, noto mafioso, la cui famiglia fu sterminata dai Coleonesi, e collaboratore di giustizia italiano, membro di Cosa Nostra. 

Le sue dichiarazioni furono fondamentali per una ricostruzione giudiziaria dell’organizzazione mafiosa siciliana, durante le inchieste coordinate dal magistrato Falcone, aiutando quest’ultimo e Borsellino a dar luce ai vertici di Cosa Nostra.

Il film, unico in concorso al Festival di Cannes per la Palma d’oro, ha indotto a critiche e confusione per la decisione di Bellocchio a presentarlo in sala proprio il giorno dell’anniversario dell’attentato, 23 Maggio. 

“È solo marketing, da orfano di quella strage mi permetto di scrivere che è decisamente offensivo“ , afferma Giovanni Montinaro, figlio di Antonio, poliziotto a capo della scorta di Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci. 

Nel film il mafioso è interpretato da Pierfrancesco Favino, ed è proprio a quest’ultimo che Giovanni Montinaro scrive la sua critica e continua: “Nulla di personale, da ignorante in materia, la considero un attore fenomenale”. 

Il commento ha portato l’interprete Favino ad una risposta: “Caro Giovanni credo di poterla rassicurare circa il desiderio, nella scelta della data, di omaggiare e ricordare quel giorno senza retorica e senza il desiderio di approfittare di un evento così tragico. Le assicuro anche che nel film non troverà niente che potrà farglielo pensare. La saluto con affetto e la ringrazio di avermi scritto”. 

Una pacca sulla spalla ha reso Montinaro più tranquillo e scusandosi dice: ‘’Io ringrazio lei per la risposta e mi scuso, sicuramente era meglio un messaggio privato, ma deve comprendere, certi argomenti non mi permettono di riflettere. Le farò sapere che ne penso, per quello che può valere, comunque dopo il 23, capisce bene che quel giorno sono abbastanza impegnato. Saluti”.

Conciliata la questione etica e morale della discussione qui presente, il film si presenta con successo, narrando le vicende di vita del mafioso Buscetta: ‘il boss dei due mondi’. 

Una narrazione fatta di violenza e molti drammi che inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione di Buscetta in Italia. 

Ma nel momento in cui la giustizia sembra aver dato spazio e voce alla verità, Cosa Nostra ricorda a Buscetta e all’Italia che la sua sconfitta è ben lontana dall’immaginario comune. 

Bomba a Capaci, attentato esplosivo compiuto da Cosa Nostra il 23 Maggio 1992, intento ad uccidere il magistrato antimafia Giovanni Falcone. 

Esplose un tratto di autostrada A29 mentre vi transitava il corteo della scorta con a bordo il giudice. Vi furono 23 feriti fra i quali gli agenti: Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza

Buscetta farà il nome di Andreotti e sarà costretto a fuggire per sempre dall’Italia.

[Foto dalla pagina Fb di Pierfrancesco Favino]

 

 

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