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“M” come minze ò larije

LA RUBRICA

Giro…divagando” –  Il patrimonio immateriale: spigolature, usi e costumi, ricordi

 

di Valentina Mastronardi

 

E per il tentativo di redigere un “dizionario” dei modi di dire, indovinelli, motti, proverbi locali e anche singole parole che racchiudono la tradizione, oggi siamo alla lettera “M” come: minze (minze o larije), nel mezzo.

In parte è stato affrontato nel precedente numero alla voce “L” dove U’ larije, il largo alla lettera, fa riferimento ad uno spazio, accostato a “minze ò larije” si fa riferimento ad un’indicazione toponomastica locale che per quella ufficiale è Piazza Marconi o, ancora, con il termine larije di taverne, dalla tradizione vitivinicola del luogo con le taverne dove dicasi si andava a bere il vino e giocare a carte. Luoghi perciò di chiacchera, scambi e “tagghjaminte (“taglio”, parlare e sparlare del tale tizio o del tale caio) da qui il modo di dire: “c’ha sapute minze ò larije?” (che notizie hai appreso “in mezzo al largo”?).

Si consideri che si tratta dell’incrocio semaforico principale del paese le cui direttrici connettono oggi come un tempo i comuni della Valle d’Itria, quali Martina Franca e Cisternino, Alberobello e Fasano. Minze o larije, tipicamente locorotondese, dà il titolo proprio a questa rubrica con le sottocategorie: “giro…vagando”, per il patrimonio materiale, “giro…divagando”, per quello immateriale e“giro…gustando” per le tradizioni culinarie.

Qualche tempo fa sarebbe stato possibile sentirsi rispondere, ad una domanda inopportuna o all’affermazione “non hai detto niente”, “te l’ha tenute citta citte”, hai usato troppa riservatezza per una notizia, magari personale (!!!) ,ed ecco che il malcapitato/ a avrebbe potuto rispondere: tu a vulive lescere minze o larije?” (avresti voluto leggerla in ndr..) rispetto all’uso di affiggere i manifesti, sino ad una buona decina d’anni fa, su di un muro al detto incrocio, direzione cisternino-locorotondo, quindi facilmente visibili.

E ancora, Steje sempe o minze” non è proprio un complimento, significa che tu o la tale persona è sempre nel mezzo, ma non fisicamente, ma allude all’essere in mezzo, con le mani in pasta in quella tale situazione. E voi avete altre curiosità? Non esitate a contattare la redazione e a segnalarle, sarà un piacere parlarne in rubrica!

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