Una donna… per le donne! Anna Sannolla si racconta ad Agorà

L’INTERVISTA

Dalla nostra rivista l’intervista ad Anna Sannolla per la rubrica “Eccellenze locali”

di Palma Guarini

 

In occasione del mese di Marzo, l’abitudine consolidata di questa rubrica è diventata quella di intervistare una delle donne originarie di Locorotondo che ha fatto parlare di sé e del proprio talento.

Questo mese è il turno di Anna Sannolla, make up artist riconosciuta a livello nazionale: una donna bella, forte, coraggiosa, intraprendente. Ma soprattutto una donna che ama le altre donne nella loro naturalezza.

Vogliamo conoscerla meglio, quindi le abbiamo chiesto come è iniziato il suo viaggio nel mondo della cura di sé e degli altri.

Farei una premessa: già da bambina avevo una passione per il bello, o meglio, per la bellezza in ogni sua forma. A cominciare dalla cura per la mia persona dall’età adolescenziale tanto che le mie sorelle ed anche mia madre scambiavano ciò con vanità. Il make up poi, ovviamente, era in pole position.

In realtà, col senno di poi specialmente, posso confermare che quello che mi affascina è l’arte del ricercare la gradevolezza e la sobrietà della bellezza in ogni cosa. Per questa ragione, prima di questa esperienza, ho lavorato comunque a contatto con le donne occupandomi del loro stile ed outfit, lavorando nel settore abbigliamento.

Durante l’ultima mia esperienza in merito ricordo che, per esigenze lavorative, seguivo sfilate d’alta moda e mi sentivo attratta sempre da quella passione che da ragazza, mi vedeva con la mia valigetta trucco a disposizione di amiche e parenti.

Il mio titolare di allora, nonché stimato amico, mi diceva mentre mi osservava dialogare e curare le clienti, che secondo lui lì ero sprecata e che avrei dovuto inventare qualcosa per realizzarmi sul serio.

Da lì decisi di frequentare un’accademia di make up e consulenza d’immagine a Roma, per essere seguita da un grande maestro che da sempre ammiravo. Dopo questa anche un’accademia di estetica.

Non è stato semplice per niente, in quanto già matura, con diverse abitudini ed esigenze e la grande città ti mette alla prova.

Per quanto mi riguarda mi ha rafforzata e mi ha portato amicizie, esperienze uniche e tante adorate signore che mi seguono.

Di lì ci sono stati poi eventi di moda, spettacoli televisivi, teatrali, cortometraggi, premi…tanta fatica ripagata!”.

Credevi che questo sarebbe potuto diventare un lavoro a tutti gli effetti?

Scegliere di cambiare vita a 34 anni, seguendo un sogno, è meraviglioso, ma sai che non puoi fallire perché stai investendo tanto, anche nella tua vita privata. Per questo motivo, necessariamente il tutto sarebbe dovuto diventare un lavoro a tutti gli effetti. Con tante difficoltà, muovendomi in un mondo non semplice, pur se appare ‘incantato’, ho cercato di farmi strada senza tener conto di distanze e tempistiche.

Se poi ciò che ami diventa la tua professione…cosa volere di più!”.

Cosa dicevano le persone attorno a te e cosa dicono adesso?

Le persone che mi conoscono davvero mi hanno sempre ammirata e sostenuta e sono le stesse che con affetto mi seguono.

Chi non mi conosceva ha imparato a farlo ed ora in me ripone fiducia.

Quelle che sono attorno a me fanno parte della mia famiglia e delle amicizie più strette. Mi dicono che sono un treno: instancabile e forte.”

Qual è un aspetto positivo e uno negativo del tuo lavoro?

Un aspetto positivo del mio lavoro è quello che io chiamo ‘il confronto attivo’, cioè conoscere tutti i giorni gente nuova e storie differenti.

Il centro estetico, come la postazione make up, identificano i luoghi dei rituali di bellezza, in realtà sono molto di più: celano il bisogno di dedicarsi a sè stessi, per lasciare fuori le problematiche e i pensieri quotidiani.

Non si tratta di bellezza effimera ma di cura verso la propria persona. Sono lì ad ascoltare attivamente per fare mie le loro esigenze, dando loro le risposte.

Un aspetto negativo è che vivo poco la mia famiglia anche se, quando si è legati da amore vero, le distanze non esistono. Manco spesso però a vari incontri familiari e questo non mi fa di certo felice”.

A tal proposito, viaggi spesso…com’è tornare a Locorotondo, tra le tue origini?

Torno a casa perché la mia casa è la mia famiglia più che la casa in sé. Questa è la mia esigenza.

Mi rendo conto che è il lavoro che amo perché la stanchezza che avverto – ed è tanta dovuta anche ad ore interminabili di guida – passa in secondo piano.

Sento di svegliarmi sempre pronta e carica per nuove sfide!

Tornare a casa tra le mie origini è il tempo che devo dedicare a me: lo merito e mi spetta”.

Quali sono le esperienze più forti che hai vissuto?

Le esperienze più forti vissute di sicuro emotivamente sono quelle legate ai laboratori di make up gratuiti per le donne in chemioterapia e le giornate make up presso Casa Primavera di Roma dedicate alle ragazze e signore affette dalla sindrome di down. Sensazioni uniche, forti ed indelebili. Ogni volta è una sorta di festa…lo scambio è forte”.

Ci piacerebbe saperne di più: come è iniziata l’idea di truccare le pazienti oncologiche?

La motivazione di questa scelta è che con il make up si lavora sull’apparire e sull’essere. Io mi concentro sull’essere e lavorare con le donne che imparano grazie ai giusti consigli ad apprezzarsi, a rimpossessarsi della propria femminilità, dà soddisfazioni ineguagliabili. Si instaura un rapporto umano, in questo caso si può dire che il make up è terapeutico”.

C’è qualcosa che vuoi dire alle pazienti oncologiche che stanno attraversando un periodo buio?

Alle pazienti oncologiche e a tutte le donne combattive…cosa posso dire o dare? Innanzitutto, sono loro a dare tanto a me: mi insegnano l’amore e il rispetto per la vita; mi insegnano a non lamentarsi mai e ad apprezzare tutto quello che si ha. In più, loro forza è travolgente ed io le ammiro.

Quindi io posso solo, con estremo piacere, invitarle a giocare con i colori e i pennelli per sorridere alla loro femminilità.”

Ringraziamo Anna per la bellezza che ci ha donato e che continua a donare a tutte le donne e alle persone che la circondano. Le auguriamo un futuro professionale che riconosca sempre più la sua semplicità e genuinità!

[Foto di Silvana Topin]

Agorà

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