“Il tempo ritrovato” di Nunzia Spalluto

ECCELLENZE LOCALI

Viaggio alla scoperta delle nostre radici

 

di Palma Guarini

 

In un’estate in cui Locorotondo registra un’impennata nelle presenze turistiche, abbiamo incontrato Nunzia Spalluto nel suo grazioso negozio di artigianato tessile. Tra articoli ricamati che richiamano le case di un tempo e accessori in chiave moderna, vengo accolta con estrema gentilezza dal suo entusiasmo.

Ciao Nunzia! Quanto tempo fa hai iniziato questo lavoro?

“Ho iniziato a fare questo lavoro già dopo la quinta elementare. Sono nata in campagna nel 1951, quando non c’era nulla. Non avevamo nemmeno la luce, infatti ho iniziato a lavorare col lume a petrolio. Ho fatto tanti lavori nella mia vita, ma ho sempre coltivato questa passione e ho sempre voluto avere una mia attività finché 25 anni fa, dopo una serie di eventi personali, ho deciso di compiere questo passo. L’ho fatto contro tutti!”

Cosa ti ha fatto credere che questa fosse la scelta giusta da intraprendere?

“Beh, all’inizio non è stato facile. L’ho fatto perché era un mio sogno e una mia passione. Poi col tempo ho capito che era stata la scelta giusta perché avevo riscontri positivi da molti turisti. All’epoca non c’era tutta questa ondata di turismo che c’è adesso, ma molti rimanevano affascinati dalla rarità dei prodotti che avevo e da come venivano fatti a mano.”

Chi sono stati i tuoi primi clienti esteri?

“I miei primi clienti sono stati dei Giapponesi che -ricordo ancora- spesero davvero tanto nel mio negozio. Una volta venne una signora dall’Olanda che rimase colpita da una tenda che avevo realizzato e l’anno successivo tornò qui per comprarla. Man mano tutte queste persone mi hanno motivata a continuare, a realizzare sempre nuove cose.”

Mentre intervisto Nunzia, molta gente entra nel suo negozio e osserva meravigliata. Nunzia li accoglie senza invadenza e regala ai visitatori più piccoli dei graziosi oggettini che ricordino loro di esser passati di qui. A questo proposito, le chiedo:

Secondo te, come si può portare avanti il turismo?

Bisogna far conoscere le nostre tradizioni, la nostra cultura. Ci sono signore che vogliono che io spieghi come si lavora a mano. Il turista deve avere un intrattenimento, deve non solo poter mangiare e visitare i posti ma anche poter addentrarsi nella vera cultura del nostro paese.”

A volte valorizzare le proprie radici, le tradizioni con cui siamo cresciuti è l’unico strumento che abbiamo per far sì che gli altri popoli ci apprezzino. In questo sta la forza di Nunzia, così come di tutte le attività che si sono basate sulla semplicità e la genuinità della nostra cultura. Grazie, Nunzia, per averci portato la tua umiltà e per averci permesso di riassaporare la nostra antichità.

 

Agorà

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