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Antonio Bufano: «Convinto che Locorotondo non sia orgogliosa di quella cittadinanza…»

POLITICA

Si torna a parlare della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Le dichiarazioni del primo cittadino ed una nostra nota…

 

«Ho deciso di rimanere in silenzio, per giorni, al fine di non esasperare gli animi e non turbare la sensibilità di nessuno. Quello che è accaduto questa settimana a Locorotondo, e che ha visto l’Amministrazione che ho l’onore di guidare essere bersaglio di critiche e giudizi infondati, se da un lato mi addolora profondamente, dall’altro non può che darmi modo di propormi – e proporvi – una riflessione».

A dichiararlo è il primo cittadino di Locorotondo, Antonio Bufano, in merito alla mancata revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Così prosegue:

«Ed è una riflessione che partorisco a seguito anche dei fatti che ieri hanno visto Roma essere teatro di squallide e vili azioni da parte di alcuni gruppi neofascisti. Azioni che condanno, fortemente, anche per il passato professionale – ed il presente – che caratterizza il sottoscritto, in quello che è un continuo rapporto di collaborazione con i sindacati ed in particolar modo con la CGIL, alla quale va tutta la mia solidarietà.

Avrei potuto accettare di essere etichettato come un “nostalgico del fascismo” da chi non conosce la mia persona, lo accetto meno da chi con me ha condiviso una storia, da chi mi ha visto crescere nelle strade della nostra Locorotondo, da chi sa quale sia la mia provenienza e quali valori abbiano sempre ispirato la mia azione. Non lo accetto, invece, da chi sa chi è realmente Antonio Bufano.

La mozione fatta arrivare in Consiglio comunale per la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini, conferita quando ancora la Repubblica non esisteva ed il concetto di democrazia era un bel po’ diverso da quello attuale, era semplicemente dettata – dichiara Bufano – dal voler dotare il Consiglio comunale di Locorotondo di un potere di revisionismo storico che non ci appartiene e che non ci è stato dato. Perché se tutto ciò fosse possibile, vorrebbe dire dover smantellare, da domani mattina, ogni segno, rigo di libro o effige che riporti a momenti bui di questo Paese. Momenti bui che, fortunatamente, abbiamo deciso di mettere da parte. La storia, purtroppo, non la si può cancellare. È lì perché deve insegnarci quello che è accaduto, affinché non ricapiti mai più.

Sono convinto – evidenzia Bufano – che Locorotondo non sia orgogliosa di questa cittadinanza: ma si è preferito andare a disseppellire un evento passato per una vergognosa strumentalizzazione. Ed io, che sono il sindaco che a Locorotondo ha fatto in modo che l’Amministrazione comunale tornasse a prendere parte alle celebrazioni del 25 aprile, a questa strumentalizzazione non cedo.

Quando sono stato eletto sindaco ho giurato sui valori della Repubblica e della Costituzione: sono gli unici valori che quotidianamente ispirano la mia azione. Il fascismo è quanto di più lontano possa esistere nella mia vita.

Qui, in questa città, finché sarò sindaco – conclude il Sindaco – due cose non troveranno mai sfogo: i rigurgiti fascisti e le strumentalizzazioni per screditare l’azione di gente per bene. Gente per bene come me».

In seguito a questa presa di posizione, pubblicata ieri domenica 10 ottobre, dal primo cittadino Antonio Bufano si fanno doverose delle repliche. L’attuale Sindaco di Locorotondo è un liberale, oltre ad essere chiaramente una persona seria. Ha commesso un errore? Sì e non di poco conto: far rappresentare la sua Amministrazione, in una dichiarazione di voto, dal cons. Michele De Giuseppe che nel suo intervento ha palesato la sua ostilità verso la narrazione antifascista alla base della nostra Costituzione. Nel 1924 non v’era un clima democratico in Italia! Come asserito da De Giuseppe. Matteotti denunciando i brogli di quelle elezioni, venne ucciso da squadristi da lì a poco. Non si può dimenticare ed oltraggiare tutto questo. La posizione intrapresa dalla maggioranza è divenuta oggetto di cronaca non solo per noi, figuriamoci. Ma anche per Repubblica, TgNorba e Radio Capital con l’ironia dissacrante di Pif.

Avevamo posto delle domande all’Amministrazione (clicca qui). Le risposte, come immaginavamo, non sono arrivate. Per quanto riguarda la presunta “strumentalizzazione”, in politica è una palla buttata in corner quando si è in difficoltà. Lo sanno pure i sassi. Fermo restando che questa redazione ad Antonio Bufano riconosce da sempre il garbo e la serietà.

Riproponiamo a questo punto una presa di posizione di Antonello Pentassuglia, responsabile di questa testata giornalistica on line, pubblicata alcuni giorni fa sul suo personale profilo social. Di seguito.

PIATTUME

Non si tratta di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, ma di restare sui fatti. Nel mio piccolo avevo fatto un appello, quello di affrontare la questione con maturità e anche sensibilità. Tutto caduto nel vuoto.

C’è modo e modo per non condividere una mozione ma quando l’Amministrazione di Locorotondo – a pochi giorni dalle belle parole riservate da Antonio Bufano alla memoria di Giuseppe Di Vagno nel centenario dalla sua uccisione (sparato con colpi di pistola alle spalle, classico per la conclamata vigliaccheria dei fascisti) – decide unanimemente di farsi rappresentare da Michele De Giuseppe, revisionista come pochi, emerge in me un senso di profonda amarezza e scoramento.

Non sono arrabbiato per Michele, so bene come la pensa e non va crocifisso mediaticamente. Non mi sorprende che ritenga le elezioni politiche del 1924 un “contesto democratico”, per via del seguito del Partito Fascista. É il suo parere, folle, e non lo cambierà mai: fine. Seppur a pochi giorni da quelle elezioni, venne rapito ed ucciso Matteotti per le denunce alla Camera dei palesi brogli, intimidazioni e violenze perpetrate nel corso di quell’esercizio (non) democratico. De Giuseppe non riconosce questa narrazione, mi spiace molto ma non si può fare nulla se non contestarlo con gli strumenti della dialettica.

Il problema di fondo, ripeto, riguarda tutti gli altri consiglieri di maggioranza. I giovani e lo stesso primo cittadino (che in più occasioni ho ringraziato per aver riportato la comunità in un alveo istituzionale). Fa davvero male vedere esponenti della Giunta guardare con disattenzione lo smartphone mentre si affrontano queste tematiche. Aggrapparsi al fatto che tanto alla “ggente” non frega niente, seppur a volte vero, non significa nulla. Però alla fine non mi hanno neppure sorpreso. Da un paio di persone (giusto due, tre), certo, mi sarei aspettato un maggior buon senso e spirito di responsabilità, ma pazienza.

E poi la chicca finale, la votazione: nessuno dall’Amministrazione che si sia perlomeno astenuto. Il voto compatto e contrario, segno di unità, senz’altro, ma anche di tanta freddezza storica e di un evidente piattume politico, manco si stesse votando il Bilancio.

Per quanto mi riguarda, con il voto di conoscenza possono pure vincere le prossime 27 elezioni amministrative, poiché il litigioso, retorico e mai pragmatico centrosinistra di Locorotondo è inconsciamente il loro migliore alleato, ma perlomeno cercassero di mostrare più rispetto a tutela della nostra coscienza democratica e costituzionale, se non alla storia di questa nazione. A proposito di patriottismo, ma quello vero, con un futuro roseo e moderno che auguro all’Italia intera, oltre che a questo territorio.

Sono sincero: purtroppo non ho più la forza di suggerire ad un ventenne di restare in questo “pezzo di paradiso”, negandosi magari una potenziale occasione in Nord Europa. Con questo status quo occorre una forte dose di ottimismo. La mia è in riserva da un pezzo e trovo pochi distributori nei paraggi.

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