Donato Pinto: «Non saranno le Stradelle affollate ad aumentare il rischio contagio»

POLITICA

Il capogruppo di maggioranza ha voluto inviarci una sua nota da cui è nato un bel confronto nel rispetto delle parti…

 

In seguito alla pubblicazione dell’articolo Piano Sicurezza nel Centro Storico di Locorotondo? Non pervenuto… ” il capogruppo di maggioranza Donato Pinto ha voluto inviarci una nota che pubblichiamo integralmente.

“Consentitemi il diritto di replica, sopratutto alla luce di un poco felice paragone fra il sottoscritto e Salvini/Meloni! In questi mesi abbiamo in Italia, e in tutta Europa, assistito ad una sempre maggiore preoccupazione per foto di strade affollate diffuse sui social e a mezzo stampa! Queste folle immortalate, hanno suscitato in tanti osservatori ansia e paura, e su questi sentimenti taluna stampa nazionale ha spesso calcato “sadicamente” la mano, con il fine di rendere maggiormente attraenti i propri titoli! Anteponendo il sentimento alla ragione si è persa purtroppo l’occasione di fare informazione correttamente, conseguentemente come risultato si è ottenuto un popolo impaurito e in perenne contraddittorio fra le sue diverse componenti!

Non voglio entrare al contempo nel merito delle scelte del Governo centrale e di quello regionale, perché in una pandemia come quella che stiamo vivendo, anteponendo sempre la buona fede come sempre faccio, credo che chiunque avrebbe potuto sbagliare e/o “azzeccare” qualsiasi scelta. Ma ritornando alle strade piene di Locorotondo (ma come anche di Napoli, Milano, Bologna, dove non mi sembra si sia fatto nulla di più di Locorotondo), ribadisco quanto da me detto in diretta Facebook, non sono luoghi che delineano un maggior rischio di contagio! La folla defluisce, il distanziamento è quasi sempre consentito, l’uso della mascherina appare essere massiccio, e laddove quanto elencato non fosse stato possibile, due carabinieri, due/tre vigili, e un piccolo plotone di volontari di ben due associazioni messe in campo, non hanno esistano ad intervenire per sedare sporadici (e spesso purtroppo inevitabili) cattivi comportamenti.

D’altronde come anche da voi specificato, intervenire con ulteriori misure sarebbe servito se non altro a rasserenare gli umori dei cittadini… ma proprio perché faccio il medico (e lo ribadisco), non è mia abitudine rasserenare gli umori dei pazienti dando loro una terapia in più (sol perché loro la vorrebbero), ma piuttosto parlando loro con le dovute spiegazioni (quello che ho fatto in diretta Facebook).

Le misure di cui parlavo nel consiglio comunale del 17 novembre (fino anche alla chiusura del centro storico) sarebbero state auspicabili nel momento in cui ci fossimo ritrovati nella medesima situazione dello scorso anno (calca con astanti ammassati l’un sull’altro). Vorrei tranquillizzare tutti i residenti del centro storico, che non saranno le Stradelle affollate ad aumentare il rischio di contagio… se poi qualcuno è in grado di produrre prove scientifiche (e non d’opinione popolare) che contravvengo a quanto da me spiegato (e scelto di fare, mi avete definito il maggior fautore di tali scelte – ?-), sarò lieto di accogliere l’insegnamento e immediatamente rivedere le strategie in campo per Locorotondo!

Rimango profondamente rattristato per il paragone con Salvini, e sempre più dispiaciuto di come il politicaly correct vada sempre più confondendo il razionale con il negazionismo, lo stesso peccato di cui viene incriminato il Prof. Bassetti. da voi nominato. Buona vita”. Donato Pinto.

In seguito a questa presa di posizione, pubblichiamo la controreplica a firma di Antonello Pentassuglia, redattore dell’articolo a cui il capogruppo Pinto fa riferimento, oltre che responsabile di questa testata on line.

“Primo punto: tranquillizziamo tutti i cari lettori. Il sottoscritto ed il consigliere Donato Pinto hanno già avuto modo di avere, seppur brevemente, un chiarimento in merito alle questioni da lui poste ad attenzione. Il capogruppo di maggioranza, non ne facciamo mistero, gode di rilevante riguardo da questo gruppo editoriale.

A dimostrazione di ciò riporto la considerazione pubblicata poco più di 2 mesi fa su questa stessa tesata (clicca qui): «Il neo capogruppo di maggioranza, alla prima uscita istituzionale, ha già dimostrato doti di caratura politica non indifferente. Se il buongiorno si vede dal mattino, Pinto è destinato a lasciare un segno tangibile nello scenario politico locorotondese». Non ho cambiato idea, quindi figuriamoci se lo paragono a Salvini o Meloni. In quel passaggio nell’articolo attinente al mancato “piano sicurezza” per il borgo antico, viene fatto riferimento alla singola espressione “eccesso di preoccupazione” rivolta ai cittadini turbati per assembramenti e stazionamenti venutisi a creare nel pomeriggio dell’Immacolata (primo banco di prova) nel centro storico di Locorotondo, con una digressione al contesto nazionale: trattasi anche, a nostro modestissimo avviso, di una chiave di lettura della narrazione politica del centro destra di cui Salvini e Meloni oggi sono pilastri. Il tempo ci dirà se questo è un bene o un male.

Il cons. Pinto è invece esponente moderato del centrodestra locale, quindi da lui – come ben riportato – siccome se lo può permettere, ci aspettiamo altro. Inoltre come fattogli presente (ma questa come le altre rientra fra le considerazioni opinabili del sottoscritto), a livello politico è 100 spanne sopra ai due leader di partito sopracitati. Primo aspetto chiarito.

Nella sua disamina, il consigliere Pinto tocca altri punti: fra cui le critiche alla stampa colpevole di fare un certo terrorismo psicologico. Un tema su cui, quando vuole, siamo disposti a confrontarci. Ci saranno giornali che prediligono il cosiddetto clickbait e il sensazionalismo rispetto alla corretta cronaca dei fatti? Sì probabile… a noi la difesa d’ufficio non garba particolarmente e crediamo nella sana autocritica. Ma quante realtà editoriali fanno bene il loro lavoro ma, in maniera ingenerosa, vengono tirate in ballo con una critica spesso generalizzata? Casi a bizzeffe. Solo ieri una troupe della RAI malmenata poiché immortalava un assembramento.

Anche questa testata web, di cui mi onoro di dirigere, è stata purtroppo accusata di terrorismo psicologico quando, in principio di prima ondata, ci trovammo a pubblicare gli aggiornamenti epidemiologici diffusi dall’Asl. Qualcuno scrisse su Facebook che nel suo locale non vi era posto per i giornalisti, anche quelli di Locorotondo. Non è il caso di fare polemiche, ma non siamo neppure smemorati. Inoltre abbiamo tutti contezza del diffondersi nefasto della pandemia. Dai, inutile persistere.

Altro tema: per il cons. Pinto la folla defluisce ed il distanziamento è quasi sempre garantito nel centro storico. Dissentiamo poiché abbiamo dei feedback diversi (magari siamo noi in torto), fermo restando che da confronti con volontari ed agenti della polizia locale, ci rendiamo conto come purtroppo diventi difficile, senza un piano ben delineato, far rispettare i distanziamenti agli avventori. A proposito: solidarietà a volontari e vigili urbani per le offese o pessime risposte ricevute da taluni visitatori maleducati. Questo era il tempo di un turismo sostenibile e non certo di massa (o da selfie), che si accalca per giunta dopo le 18 (quando i locali possono fare solo asporto) e non si sa al momento quale particolare ricchezza porti, rispetto ad un turismo sostenibile interessato ad accedere in pizzerie e ristoranti del borgo antico.

Per il capogruppo di maggioranza, quindi, un piano sicurezza non occorreva ma per noi invece sì. Era lui stesso, però, che il 17 novembre dichiarava al Consiglio Comunale che se “ci dovesse essere più libertà di spostamento e ci dovessimo accorgere di maggiori flussi turistici riguardo le luminarie natalizie soprattutto nel centro storico, ovviamente stiamo già discutendo di come normare il flusso, soprattutto magari con un percorso a senso unico, con un controllo all’ingresso, con una zona transennata, ovviamente con una rete di parcheggi appropriata che possa non mandare in tilt il paese, e sono tutte iniziative al vaglio soprattutto della Giunta ma come spunti di tutta la maggioranza.

A tale riguardo – concluse il capogruppo – saremo comunque lieti di accogliere anche eventualmente vostre proposte (rivolto alla compagine INNOVA; ndr), ad oggi si è pensato di creare, laddove fosse necessario, un percorso transennato a senso unico con un check-in di ingresso che possa far entrare le persone in maniera distanziata e contingentata».

Il riferimento alla comparazione con lo scorso anno, lo diciamo mestamente: non l’abbiamo trovato ma magari siamo stati distratti. Inoltre è chiaro che l’interazione con l’opposizione non è proseguita su questo solco tracciato nelle settimane precedenti. Ed è un vero peccato. Ma questa è una valutazione politico/amministrativa.

Per quanto riguarda quella sanitaria, è chiaro che quella del consigliere Pinto, in quanto medico, valga mille volte (anzi più) quella del sottoscritto. Il capogruppo fa leva sul concetto diffuso dal’OMS di “contatto stretto”. Fa bene, ma senza valicare i nostri confini nazionali, un giornalista di provincia ha d’altro canto il diritto di porsi una domanda e stimolare una semplice riflessione: ma sono matti tutti quei Sindaci che da Nord a Sud firmano ordinanze anti stazionamento ed assembramento o varano piani di deflusso per visitatori? Ad Agorà crediamo di no ed è chiaro, che a monte, vi è una linea politica. Ed è quella di cui, nel contesto locorotondese, è fautore il consigliere Pinto. In quanto capogruppo se non altro. Basta fare una ricerca di foto su Instagram per constatare che il dispositivo di protezione individuale, seppur per un breve lasso di tempo, viene talvolta rimosso. Se dei cittadini, in piena pandemia si preoccupano, avranno pure il diritto di essere ascoltati. Siamo d’accordo, però, con il concetto di non colpevolizzare i visitatori accorsi a Locorotondo.

Concludiamo: il prof. Bassetti non è assolutamente un negazionista. Mai detto. Diciamo però, che con il corso degli eventi, purtroppo, le sue previsioni si sono rivelate fin troppo ottimistiche e di rado azzeccate. C’è di peggio nella vita.

Ringraziamo il capogruppo di maggioranza Donato Pinto. Il confronto, quando portato avanti in questi termini, non può che arricchire e giovare l’interazione fra politica e giornalismo.

Ultimissimo punto: riteniamo che esercenti e residenti abbiano fatto benissimo ad addobbare il borgo antico di Locorotondo. Non ci risulta che negli altri Comuni del circondario le viuzze non siano state abbellite. E in quanto messaggio di speranza per il futuro, hanno fatto bene. Poiché anche l’anima ha bisogno del suo riparo in tempi oscuri come questi. Concetto riportato nel nostro editoriale sulla rivista e fra pochi giorni su questo portale web. Un caro saluto.

Redazionale

Agorà

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