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Elezioni comunali a Locorotondo: focus sul centrosinistra. Gli sviluppi

POLITICA

Dibattiti, vertici, confronti ma sopratutto consuete formule di ingegneria nucleare autoesplosiva… Su Netflix sarebbe un successone…

 

Arriva il commissario prefettizio. Tommaso Scatigna ha rassegnato le dimissioni da sindaco il 26 giugno e dal 17 luglio – in seguito al trascorrere dei 20 giorni per la cosiddetta “rinuncia” – sono divenute irrevocabili. Questa decisione comporterà il ritorno al voto per il rinnovo del Consiglio Comunale di Locorotondo il 20 e 21 settembre in concomitanza alle elezioni regionali.

A questo punto si rende doveroso fare un focus sugli schieramenti in campo. In seguito ad una serie di aggiornamenti già pubblicati sull’amministrazione uscente, questa volta accendiamo i riflettori sui competitors: il cosiddetto centrosinistra di stampo civico.

Cosa sta accadendo da un bel po’ di giorni a questa parte? Eh… Chiariamo intanto che per una serie di ragioni, negli ultimi mesi abbiamo preferito non pubblicare i nomi degli esponenti della società civile pronti a dire la loro. Ma a questo punto occorre fare la cronaca dei fatti (secondo una nostra soggettiva lettura, chiaramente). Nell’area di centrosinistra non c’è solo Porta Nuova: lo stimato avvocato Mauro Crovace nell’ultimo anno ha lavorato per preparare una candidatura a sindaco. Ne ha tutto il diritto ed inoltre il suo nome è rappresentativo di una certa base civica, oltre che politica, che guarda al centrosinistra. Le riserve di questa proposta sono legate perlopiù all’aspetto elettorale: le elezioni comunali di Locorotondo non si vincono nel centro urbano, ma nella zona rurale. La sua candidatura sarebbe così forte da sottrarre nell’agro consensi al centrodestra? Su questo ci si sta confrontando.

D’altro canto, però, l’avv. Crovace si è contraddistinto in quanto figura conciliante e mediatrice fra le correnti turbolenti della coalizione in divenire. Nonostante abbia marcato visita ad uno dei primi tavoli convocati, ma potrebbe seriamente rappresentare la chiave di volta per trovare la quadra sul piano politico. Senza dimenticare, inoltre, che una serie di figure di spicco del centrodestra – stando alle indiscrezioni che si rincorrono – avrebbero cercato di imbastire un progetto con lui comune e questo la dice lunga su quanto sia temuto.

Ma Crovace non è l’unico ad aver dato la sua disponibilità. In queste settimane è tornato alla ribalta il nome di Tonio Salamina, ex vicesindaco di Locorotondo dal 2003 al 2008. Quest’ultimo insegue una candidatura a sindaco per ragioni di ambizione legittima e da questa redazione viene considerato come l’esponente di maggior caratura politica fra quelli di centrosinistra. Specie nella verve, oltre che nello spostare consenso dal centrodestra al centrosinistra. In passato può aver commesso degli errori (uno fra tutti, non aver ricucito i rapporti con Porta Nuova in tempi utili), ma oggi viene considerato come figura popolare con un discreto appeal verso l’elettorato moderato. Caratteristica che, paradossalmente, gli costa tuttora anatemi provenienti dalla sinistra più radicale. Se ne farà una ragione.

Ma un concetto è intellettualmente corretto tenerlo a mente: quando si parla di Salamina, in maniera errata si fa spesso riferimento al passato. Fermo restando che i tempi trascorsi andrebbero maggiormente rispettati in quanto esperienza, va rammentato come alla prova elettorale non abbia mai particolarmente deluso… anzi. Basti pensare alle elezioni provinciali del 2009 quando, da solo, ha quasi eguagliato il consenso di Porta Nuova delle amministrative del 2016. Il fatto di essere, a modo suo, popolare, non può certo rappresentare pregiudiziale così tanto ostile da volergli precludere perennemente un’unica candidatura a sindaco nella vita. Non si vive di ostracismi, siamo seri.

E veniamo a Porta Nuova. Chi ha pensato per un solo istante di escludere dal progetto di centrosinistra “allargato” Giovanni Oliva, di politica, ahinoi, capisce poco. Nulla di personale. Il capogruppo di Porta Nuova, in questi quattro anni, è stato il principale esponente di opposizione a Scatigna. Forse ha sbagliato a seguirlo un po’ troppo sui social: campo monopolizzato dall’ex primo cittadino fra ban, selfie e rimbrotti ai dissidenti. Oliva avrebbe dovuto alzare maggiormente il livello, visto che se lo può permettere. Ma con il senno di poi siamo tutti bravi, il punto è che se avviamo un discorso politicamente irreprensibile al suo campo, lui è il futuro vicesindaco (con delega pesante) in una giunta civica tendente al centrosinistra.

Non deve spezzare però la corda: se sta pensando di ricandidarsi a sindaco, forse prenderà fra i 2600 e 3000 voti ma difficilmente vincerà. Vuol vivere di rappresentanza? Certo che no… ha una responsabilità fondamentale e folle sarebbe rompere con Crovace e Salamina. Non può esserci una resa dei conti… sia lungimirante.

Anche Tonino Gentile, in accordo con Porta Nuova, si era reso disponibile per una candidatura a sindaco. Si trattava però di mera strategia per tentare di smuovere un certo stallo creatosi fra Crovace, Oliva e Salamina. Il sempre vispo Gentile, a tal proposito, alle sfolgoranti teorie che conducono alla rappresentanza fine a se stessa (quindi sconfitta perenne e costante nei secoli dei secoli), contrappone un pragmatismo di fondo: infatti non si sbagliava mica a voler aprire un asse con Rossella Pulli. L’ass. al Bilancio uscente, invitata a fare della “gavetta” dall’ex sindaco Scatigna nell’intervista rilasciata ai colleghi di Paese Vivrai. Ce ne scusiamo… in questi anni vi era fra noi Winston Churchill e non ce ne siamo accorti: che distratti! Ma affronteremo la questione in seguito in maniera più approfondita, cari lettori.

Tornando al centrosinistra: ad aver avanzato la candidatura a sindaco anche Rossella Piccoli; dirigente di banca ed ex assessore alla Cultura con Terra Nostra (compagine del compianto Giorgio Petrelli) fra il 2008 e 2011. Storicamente più vicina al centrodestra, ha inizialmente interagito con Oliva in quanto scontenta di questi anni. Può fare la candidata sindaca? In teoria sì, nella pratica un po’ meno. Sarà pur vero che è giunto il tempo di avere una donna alla guida del paese ma vanno fatte analisi politiche ed elettorali. Lo sa anche la stessa Piccoli, tant’è che avrebbe fatto un passo indietro. Senza dubbio da salvaguardare come assessora in un’eventuale giunta.

Inizialmente per Oliva vi era una carta Jolly. Ai tavoli del centrosinistra di stampo civico partecipa anche Marianna Cardone. Titolare con suo fratello delle “Cantine Cardone” e delegata regionale dell’associazione “Donne del Vino di Puglia”. Basterebbe questo per avvalorare una proposta di candidatura a sindaco. In un disegno prospettico di “Locorotondo del futuro”, a nostro avviso, sarebbe la carta migliore. Ma la suddetta avrebbe fatto presente di essere disponibile a candidarsi come consigliere semplice, ma non come prima cittadina. Qualcosa in controtendenza (sì come il locale gestito da un’altra giovane titolare di talento) in tempi in cui la comunità pullula più di sindaci che consiglieri. Ai tavoli partecipa anche Miriam Palmisano, ex addetta stampa dell’amministrazione uscente. Disponibilità, da parte sua, per una candidatura in lista.

E poi? E poi… ci sarebbe l’intramontabile Vittorio De Michele. A lui intanto facciamo gli auguri per una vicenda di carattere personale ma, tornando sull’aspetto politico, siamo consapevoli di una certa sinergia con l’avvocato Crovace. “Se non lui il candidato sia De Michele”, un refrain che spopolava ad alt. Ma l’ex esponente dei Locorotondesi avrebbe anche avuto un proficuo confronto con Salamina, tirandosi così fuori dalla mischia.

Giorni concitati ed evoluzioni ad ogni ora (se supero l’estate chiedo a don Stefano Bruno di portarmi in pellegrinaggio). Ma si sa, nel centrosinistra le cose semplici non vanno mai a genio e quindi largo alle danze… o a limite alle primarie. Forse la follia di fare più liste pare sventata (macché! Fino al 22 agosto sono capaci di tutto).

L’avrebbero compreso anche dal M5S, visto che partecipano ai tavoli. La scuola Conte insegna, ma la corrente duri e puri non si può considerare mai doma.

Tornando a sinistra, il grattacapo è il solito da 15 anni a questa parte: troppi galli nel pollaio. Se non trovano la quadra e gettano alle ortiche pure questa chance, è la volta buona che noi osservatori esterni (e solo quello per fortuna) finiamo tutti a fare psicoterapia di gruppo. Per esempio, ho notato di avere più capelli bianchi rispetto ad un mese fa.

Antonello Pentassuglia

[Articolo tratto dall’approfondimento pubblicato sulla rivista Agorà]

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