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Estate 2021, ecco il programma: intervista a Francesco Caramia e Ermelinda Prete

L’INTERVISTA

Dalla nostra rivista ‘il consigliere Francesco Caramia e l’assessora Ermelinda Prete: «Locus e Viva! Festival restano appuntamenti importanti»

 

di Orazio Perillo

 

Consigliere Caramia, una stagione estiva che forse si preannuncia ancor più complicata di quella dello scorso anno, sotto l’aspetto organizzativo e non solo. Su che tipi di eventi si è voluto puntare?

«Sicuramente l’emergenza sanitaria in corso e le regole a cui ci si deve attenere la rendono tale ma abbiamo il dovere di ripartire nel rispetto delle regole. In questi giorni stiamo definendo con più compiutezza il programma estivo. Ci sarà sicuramente la Festa della Musica, evento che punta a valorizzare i musicisti locorotondesi da cui vogliamo ripartire. Confermato anche Musichiamo, manifestazione a scopo benefico che ha riscontrato un bel successo negli scorsi anni».

Quali sono invece le novità già definite?

«Stiamo pensando ad eventi che puntino al recupero delle antiche tradizioni: penso ai Ball d’ Fuor (balli di campagna) che stiamo organizzando con il consigliere Luca De Michele. Vogliamo poi dare spazio a musicisti e cantanti amatoriali, dedicando loro un apposito festival. Ed ancora, una masterclass di sassofoni con un concerto conclusivo ma altre novità saranno in via di definizione nei prossimi giorni».

Assessora Prete, nel programma estivo sono confermati due festival musicali che hanno dato visibità alla nostra città negli scorsi anni, mi riferisco al Locus ed al Viva!…

«Si tratta di manifestazioni di rilievo che hanno portato enormi vantaggi alla città, non solo da un punto di vista musicale e culturale. Basti pensare all’indotto anche turistico che queste eventi hanno creato negli anni. Mi piace l’idea della coesistenza di manifestazioni diverse, a voler indicare sostanzialmente che Locorotondo è musica. Ho sentito dire da qualcuno che si tratta di eventi simili tali da doverne escludere uno. Invece credo sia giusto che tutto coesisti: ciò che porta vantaggio al territorio è degno di essere svolto e vissuto. Per questo abbiamo deciso di destinare un contributo anche per il Viva!, una manifestazione che dà un profilo internazionale all’intero territorio».

Il Locus Festival quest’anno vede alcune tappe fuori da Locorotondo, di cui 4 in due importanti location di Fasano. Una scelta che per alcuni è il segnale che la manifestazione possa definitivamente slegarsi dalla nostra città e migrare altrove. C’è questo rischio?

«Da parte nostra non c’è alcuna volontà di spostare la manifestazione e neanche da parte degli organizzatori. La nostra preoccupazione è stata quella di non sovrapporre le esibizioni con quelle del Viva!, dando indicazione agli amici di Bass Culture di non occupare la prima settimana di agosto. Con gli artisti già vincolati questo ha significato individuare altre location, fra cui quella del Parco Archeologico di Egnazia già teatro di altre serate negli scorsi anni. Quello che a noi come Amministrazione preme è rianimare i nostri luoghi attraverso la musica, l’arte, la cultura ed il turismo che ne consegue».

Il Comune di Locorotondo ha comunque contribuito economicamente all’organizzazione…

«Dietro ogni evento come il Locus c’è un’organizzazione maniacale e dispendiosa: approfitto per spiegare che il contributo di 30 mila euro che il Comune ha destinato non va che a coprire una piccolissima parte di questa complessa organizzazione che ricordo vede 9 appuntamenti nella nostra città. Poi su ciò che poteva essere e non è stato negli anni addietro si può aprire un dibattito anche con chi determinate scelte non le ha compiute».

Come mai non è stato più possibile organizzare spettacoli del Locus in piazza Moro?

«La scelta è dettata da quelle che sono le prescrizioni in materia di sicurezza anti Covid. La nostra, a differenza di piazza Ciaia a Fasano, ha diversi ingressi e diventa complicato chiuderla ed evitare lo stazionamento ed il passeggio lungo le strade adiacenti. Ci auguriamo dal prossimo anno di poter nuovamente tornare a vedere piazza Moro esplodere di appassionati che cantano e si abbracciano. Purtroppo quest’anno non si può».

Fra gli spazi individuati nella nostra città che ospiteranno alcune serate del Locus vi è Masseria Ferragnano…

«Puntiamo al suo recupero e alla sua valorizzazione anche attraverso questi eventi. Quest’anno ad esempio ci saranno le installazioni a cura dei ragazzi di Futuro Arcaico con giochi di luci e sculture. Approfitto per ringraziare l’Associazione Valle d’Itria Bonsai che cura ogni giorno e ci offre la disponibilità della Masseria. Inoltre, voglio ricordare che avremo ancora l’onore di ospitare nella nostra città una mostra di Guido Harari con una parte inedita itinerante dedicata alle grandi icone della musica».

Fra i settori più penalizzati dalla pandemia vi è sicuramente quello turistico che allo stesso tempo può rappresentare quello da cui iniziare la ripartenza. Come potrebbe cambiare il settore turistico e su che tipo di turismo puntare?

«Sicuramente occorre fare sinergia. Come ente punteremo alla costituzione di un polo turistico-culturale che miri al dialogo fra gli operatori. Occorre capire quali sono le nuove esigenze nel settore: che cosa vuole il turista oggi? Innanzitutto sicurezza, sia durante gli eventi ma anche nei luoghi e negli spazi che frequenta. Sostenibilità sarà la parola chiave anche per il turismo, non solo quella ambientale ma anche economico – sociale. Penso al cicloturismo, alle forme di turismo didattico ed esperenziale. Sicuramente ci sarà molta voglia di viaggiare e dobbiamo essere pronti ad accogliere: in quest’ottica,ad esempio, con il vicesindaco Speciale stiamo organizzando il servizio di bus navetta da e verso il parcheggio alle spalle dello stadio di viale Olimpia».

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