Festa del Lavoro, a Martina Franca diffuso manifesto shock del Comune

IL CASO

Il lavoro rende liberi” era il motto posto all’ingresso di numerosi campi di concentramento nazisti. Terribilmente noto quello di Auschwitz. La nota dell’ANPI di Martina Franca


I manifesti che in questo Primo Maggio sono apparsi nella nostra città dimostrano quanto l’amministrazione comunale
sia poco attenta nell’utilizzare determinate parole che, proprio per l’uso che se n’è fatto in tutti i campi di concentramento nazisti e ad Auschwitz, assumono ormai un significato preciso e tragico.

È inaccettabile che proprio le istituzioni dimentichino la storia con tanta imbarazzante disinvoltura, soprattutto in questo momento in cui assistiamo ad uno sdoganamento dell’ideologia nazifascista e c’è bisogno di prestare particolare attenzione alle parole che si utilizzano.

Inoltre, appare ancor più grave affiancare quella scritta ad un articolo della nostra Carta Costituzionale.

Il concetto di LAVORO che è fondamento della nostra Repubblica democratica non appartiene alla stessa area semantica di quello utilizzato dai nazisti e che, secondo Primo Levi avrebbe dovuto avere questo significato: «Il lavoro è umiliazione e sofferenza […] la libertà che vi aspetta è la morte».

Come sezione Anpi di Martina Franca chiediamo che il sindaco Franco Ancona dia una spiegazione su tale episodio e che faccia rimuovere immediatamente tutti i manifesti, non perché ci sia una legge che lo impone, ma come atto consapevole di aver sbagliato gravemente nel non riflettere.
Ci auguriamo che in futuro l’amministrazione comunale non perda l’attenzione e la lucidità in occasione di date importanti, così come avvenuto, purtroppo, anche in passato.

ANPI Martina Franca

Agorà

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