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Locorotondo: alunni con disabilità e Bes restano a casa; tema di dibattito

ISTRUZIONE

Nei giorni scorsi una nota del M5S, a cui ha replicato l’ass. Ermelinda Prete e la compagine INNOVA Locorotondo…










 

 

Il 15 marzo il primo cittadino di Locorotondo, Antonio Bufano, ha firmato l’ordinanza n. 46 (clicca qui) come provvedimento in contrasto alla diffusione del Coronavirus.

Fra le misure presenti nell’atto amministrativo, il punto 3 che così riporta: “Sentiti i Dirigenti scolastici ed i medici di base, (ORDINA; ndr) la sospensione delle attività dei servizi educativi dei minori e delle attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, con utilizzo esclusivamente della modalità della didattica a distanza – D.A.D.”.

Questo provvedimento non è stato affatto condiviso dal M5S di Locorotondo che ha diffuso una nota. Ne riportiamo l’ultimo stralcio saliente: «Il Sindaco ANTONIO BUFANO e la sua maggioranza con il beneplacito della direzione scolastica e del gruppo di opposizione (non abbiamo notizie contrarie) hanno deciso che i diversamente abili non possono andare a scuola a LOCOROTONDO!

Un paese civile – scrivono dal M5S – si misura dalla tutela delle sue minoranze ed in questo momento la nostra civiltà è MORTA!

Alla luce di quanto sopra, CHIEDIAMO L’IMMEDIATO RIPRISTINO DELLA FREQUENZA SCOLASTICA DA PARTE DEI RAGAZZI DIVERSAMENTE ABILI, per non aggravare ulteriormente la loro condizione e quella delle rispettive famiglie».

In precedenza oltre ad una premessa, dal M5S così dichiaravano: «La pandemia nel NOSTRO PAESE ha CANCELLATO i diritti di questi bambini, oggi non possono più andare a scuola così come farebbero in tutta ITALIA!».

Abbiamo contattato l’ass. con delega all’Istruzione, Ermelinda Prete, che ha stigmatizzato la presa di posizione dei pentastellati, in quanto la Regione Puglia “demanda ai Comuni la possibilità di emanare provvedimenti più restrittivi in base alle esigenze“. Inoltre la decisione del Sindaco Bufano, come resoci noto dall’ass. Prete, è stata presa dopo un confronto con gli operatori scolastici di Locorotondo: «Abbiamo quindi ritenuto che tutelare la salute fosse la priorità. Inoltre ci è stato fatto notare che mandare i “Bes” (alunni che necessitano dei “bisogni educativi speciali”; ndr) a scuola, senza nessun altro alunne presente, avrebbe leso il loro principio di integrazione e inclusione sociale». Si tratta di un provvedimento, a livello amministrativo, preso anche da altri Comuni fra cui quello di Alberobello.

Anche dalla compagine INNOVA Locorotondo hanno diffuso una nota rispondendo al M5S: «Abbiamo appreso tramite un post sui social del Movimento 5 Stelle locorotondese di aver precluso, o meglio di aver fornito all’Amministrazione Bufano il beneplacito per la chiusura delle scuole per i diversamente abili. Potremmo glissare – scrivono da INNOVA – dicendo che “il fatto e la notizia non sussistono”, se non fosse grave “strumentalizzare” in questo momento storico colmo di preoccupazioni sulla salute, che molti concittadini hanno condiviso con noi di INNOVA.

NON CI PIACCIONO LE STRUMENTALIZZAZIONI IN GENERALE, e men che mai a scapito di bambini e ragazzi diversamente abili; uno dei temi – hanno concluso – che abbiamo più a cuore».

Focus nelle scuole. Nella circolare firmata dalla dirigente dell’IISS Basile Caramia – Gigante sede di Locorotondo, prof.ssa Angelida Griseta si legge che per il periodo in cui è in vigore l’ordinanza sindacale (sino al 6 aprile) “è attivata la didattica in modalità a distanza, per tutti gli alunni, nei modi e nei termini disciplinati dalla normativa vigente, declinati nel Piano per la didattica digitale integrata”.

La dirigente dell’Istituto Comprensivo Marconi-Oliva, prof.ssa Grazia Convertini, nella circolare del 13 marzo (correlata però all’ordinanza comunale n. 44 del 12 marzo, poi soppressa, ma non nella parte concernente le scuole) ha comunicato che “per quanto riguarda gli alunni con disabilità, i punti di riferimento restano il Piano educativo individualizzato ed il processo di inclusione

Occorre rammentare – si legge nella circolare – la necessità di prevedere l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi, i quali possono consistere, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo, nell’utilizzo di software di sintesi vocale che trasformino compiti di lettura in compiti di ascolto, libri o vocabolari digitali, mappe concettuali”.

Proseguiamo. Dal Dpcm 2 marzo, l’articolo 43 dispone che “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso dei laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Ma in analoga data, con l’intento di fare maggiore chiarezza, il Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici una nota operativa che così recita: “Laddove per il singolo caso ricorrano le condizioni tracciate nel citato articolo 43 le stesse istituzioni scolastiche non dovranno limitarsi a consentire la frequenza solo agli alunni e agli studenti con disabilità e altri BES ma, al fine di rendere effettivo il principio di inclusione, valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe –secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito – con i quali gli studenti BES possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola”.

Abbiamo cercato di affrontare il tema di importanza cruciale, seppur nel nostro piccolo, nella sua completezza. Ai lettori le dovute e sicuramente corrette conclusioni. 

anto.penta 

 [Foto di Aline Ponce da Pixabay] 

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