Ospedale Monopoli-Fasano, ci siamo! Il 26 settembre la posa della prima pietra

SANITÀ

Dopo mesi di rinvii, la cerimonia alla presenza di autorità civili e religiose…

 

Tutto pronto per l’avvio dei lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano. Si svolgerà, infatti, mercoledì 26 settembre prossimo alle ore 11:00, la cerimonia di posa della prima pietra sul cantiere di località Lamalunga, in territorio di Monopoli ma adiacente la S.S. 16 Adriatica, a pochi km da Fasano.

Presenzieranno all’evento il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il consigliere regionale Fabiano Amati (che ha seguito l’intero iter dell’opera), il sindaco di Monopoli Angelo Annese, il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria ed il direttore generale dell’Asl di Bari Antonio Sanguedolce. In programma anche la presenza di Mons. Giuseppe Favale, vescovo della Diocesi Monopoli – Conversano che procederà con la benedizione di rito.

Si è sbloccato quindi l’iter per il nuovo ospedale, che nell’ultimo anno aveva subito una serie di rallentamenti a causa dei ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato delle altre ditte partecipanti alla gara. I lavori, che dovevano inizialmente partire a giugno scorso, saranno realizzati dalla ditta aggiudicatrice, vale a dire il Raggruppamento Temporaneo di Imprese Astaldi-Guastamacchia.

Il progetto, ricordiamo, mira alla costruzione di una struttura socio-sanitaria all’avanguardia su un’area di circa 178.000 mq, per un investimento complessivo intorno ai 100 milioni di euro, finanziato con fondi CIPE.

Sempre sul tema, intanto, è stata resa pubblica nei giorni scorsi la lettera che l’Associazione Italia Nostra ha inviato tempo fa al Ministro della Salute, al Ministro dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, nonchè all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) guidata da Raffaele Cantone.  

Nel documento, a firma del presidente di Italia Nostra Puglia, avv. Cosimo Manca, è stata espressa la contrarietà al progetto del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano da parte dell’associazione, che ha sottolineato, fra le altre cose, l’inopportunità dell’opera nell’area individuata e la presenza di illegittimità nella procedura. Qui di seguito il link con il testo completo della lettera pubblicata sul sito di Italia Nostra.

Orazio Perillo

[Foto in evidenza di Fabiano Amati]

 

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