Strèta strète

MINZE O LARIJE

“Giro… vagando” – Alla scoperta del patrimonio di Locorotondo

a cura di Valentina Mastronardi

Sempre più visitatori invadono le stradelle tra le cummerse del centro storico, e non mancano di meravigliarsi e piacevolmente perdersi percorrendolo strèta strète di fronte a tanta bellezza, a tratti disarmante di Locorotondo. Sono in tanti ad essersi accorti del paese, nel cuore della valle d’Itria, Borgo tra i più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Certo, per la maggior parte dei locali non è nulla di nuovo, né di sconvolgente perché da sempre amano la sua particolarità. Dovremmo forse esserne maggiormente consapevoli e lavorare in tal senso significa conoscerne la storia, le tradizioni e le peculiarità affinchè le si consideri proprie per promuoverne la cura e la valorizzazione.

Il borgo antico di forma circolare, da cui deriverebbe il toponimo ottocentesco Locus Rotundus e, ancor prima, in epoca medievale Casale san Giorgio, si erge su una dolce collina a 410 metri sul livello del mare e offre ai visitatori, da Largo Bellavista, il panorama della valle, che si dispiega tra Martina Franca, Cisternino e, in lontananza, Ceglie Messapica. U’chepevinte, una terrazza privilegiata, si affaccia sulla strada che avvolge il borgo attorno alle sue antiche mura, costituite dalle case disposte come una cinta in forma circolare, via Nardelli, meglio nota come lungomare. Un balcone con affaccio sull’incantevole valle punteggiata di trulli permette di ammirare i terrazzamenti con i vigneti, gli appezzamenti delimitati da muretti a secco laddove la pietra affiorante, da ostacolo alle coltivazioni, è divenuta ben presto una risorsa essendo stata, appunto, utilizzata per la realizzazione di costruzioni rurali di vario tipo: casedde, trulli, lamje, cummerse, neviere, cisterne, solo per citarne alcune. Il territorio di sua pertinenza si estende per larga parte nelle campagne densamente abitate e organizzate in più di cento contrade che prendono il nome da aneddoti, particolari geografici o afferenti al patrimonio demoetnoantropologico, tutte da ammirare.

Agorà

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