“I promesse zite”. Standing ovation per la premiata ditta “Quelli che…”

COMICITA’

Grande successo per la commedia in vernacolo, ieri sera in c.da San Marco a Locorotondo…

È stata una serata ricca di risate… a crepapelle e a non finire per un paio d’ore. La commedia in vernacolo, organizzata dal gruppo artistico “Quelli che…”, è stata un vero successone!

I promesse zite ha ottenuto l’entusiasmante fervore da parte dei tanti spettatori corsi all’evento.

Posti a sedere circa 200, ma siamo pronti a scommettere che i presenti fossero come minino il doppio. Luogo dell’appuntamento: il piazzale antistante il plesso della scuola primaria in c.da San Marco a Locorotondo.

La trama. Proviamo a scriverla. Ispirata dal celebre romanzo manzoniano “I Promessi sposi” ci siamo imbattuti, dalle 21.00 di ieri sera, in una commedia elaborata dal genio (perché di questo si tratta) e vero talento di Silvana Topin… o forse, dovremmo chiamarla Rosetta per restare in tema. Ah già, i personaggi sono legati a filo doppio coi protagonisti del romanzo pubblicato nel 1827. E quindi abbiamo don Abbondio, interpretato dal grande Ciccio Curri. A proposito, un don Abbondio che parla salentino in un contesto che fa riferimento all’agro locorotondese è qualcosa di sublime… anzi l’interpretazione di Ciccio, a dirla tutta, dà molto più lustro al parroco rispetto allo stesso Manzoni che, giustamente, lo descriveva come un piccolo uomo: più fedele ai richiami dei potentati di turno che a quelli della dottrina cattolica. Beh il don Abbondio di Ciccio, fedele lo è solo alle lusinghe del vino… A chi vi scrive ha ricordato, inoltre, il gioviale compagno di Robin Hood: Fra Tuck!

E Rosetta? Una parrocchiana ficcanaso e tagghià tagghie che non si pone minimamente il problema di esserlo… anzi, ne va proprio fiera. Dell’interpretazione di Silvana, noi piuttosto, non abbiamo molto da scrivere: magistrale, ma è oggettivamente poco…

Dicevamo del legame a filo doppio tra i protagonisti del romanzo e quelli della commedia in vernacolo… Vero, verissimo e così Renzo Tramaglino, da bravo filatore di seta, diventa l’operatore ecologico “sistemato” Renz e accompagnato dal fido amico balbuziente, Filipp: i vari passaggi in cui, quest’ultimo, spiega di non possedere alcuna gallina sono qualcosa di memorabile. Bravi ad Antonio e Gianmarco Valentini…. anzi macché “bravi”… i guasconi di don Rodrigo – come da prassi, ottima interpretazione di Vincenzo Girolamo – sono Giuseppe Carparelli ed Ezio Palmisano. Lucia e la mamma Agnesodd? La prima serissima e con la testa sulle spalle, la seconda sacrificata sull’altare di Barbara D’Urso e Maria De Filippi: ma quale matrimonio saltato… petulante a dismisura, è pressoché scontato che abbia finito per beccarsi le corna dal marito (sic). Chapeau a Serena Rosato e Laura Topin! Nel romanzo abbiamo l’avv. Azzeccarbugli… e nella commedia? Ecco l’avv.ssa Broglia Sbroglia! Geniale. Complimenti a Masia Valentini.

Li abbiamo citati tutti, ma tutti tutti… no scherziamo… manca la vera special guest star della serata. Se quella di Monza era un’arpia acidona, la monaca di Montallippo è a dir poco una favola. Se Renz e Lucia alla fine della fiera si sposano, il merito è tutto suo. A verbale! Scroscianti applausi per Donatella Conte.

Di seguito i link dei video della commedia dal nostro canale Youtube

I promesse zite – Parte 1^

I promesse zite – Parte 2^

I promesse zite – Parte 3^

I promesse zite – Parte 4^

I promesse zite – Parte 5^

I promesse zite – Parte 6^

I promesse zite – Parte 7^

I promesse zite – Saluti finali


Antonello Pentassuglia

Agorà

Blog e mensile cartaceo dei trulli e delle cummerse di Locorotondo. Ci occupiamo di attualità, politica, società e tanto altro...

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