Talenti locali. Silvana Topin si racconta

ECCELLENZE LOCALI

La comicità come voglia di rinascere

 

di Palma Guarini

La conosciamo grazie a tutte le serate in cui ci ha fatto ridere raccontandoci la storia della sua famiglia o parlando di tradizioni, di donne, di uomini. Di chi parliamo se non della cabarettista Silvana Topin?

Oggi scopriremo chi è Silvana, fuori da un palcoscenico.

Mi definisco un po’ come una bambina ribelle, non rappresento la femminilità perché sono molto acqua e sapone anche se mi sto ammorbidendo sulla storia del trucco con Anna Sannolla!”.

Quando si parla di te ti descrivono come una persona esuberante, socievole, sul pezzo. Silvana invece come è realmente?

Io sono timida, dipende dalle situazioni. Molto spesso mi faccio condizionare. La vera Silvana è dentro Silvana, raramente riesco ad esternare quello che sono davvero”.

Da cosa nasce, quindi, l’esigenza di dare sfogo ad una Silvana esuberante?

Dal nulla! Io ho iniziato da ragazzina a scrivere in dialetto; poi sono partita in Trentino Alto Adige per lavoro. Quando sono tornata giù, mi vedevo cambiata. E quando uscivo con gli amici ero la deficiente del gruppo. Di lì ho iniziato a mettere i miei pensieri su carta e grazie al Docks ho fatto il mio primo monologo”.

Tu per professione fai il pasticcere, ma ti piacerebbe fare cabaret come lavoro?

Non credo. Non mi piace farlo da professionista perché lì ti vanno a scardinare, non sarei io sul palcoscenico. Si perde quella vera naturalezza e io in genere sono la prima a divertirmi sugli spettacoli. Così avvertirei troppo la pressione di essere diversa da quello che sono”.

Quale preparazione c’è dietro i tuoi monologhi?

È un lavoro che mi porta molto tempo perché scrivo su carta, mi preparo, mi chiudo in bagno davanti allo specchio per esibirmi”.

Cosa ti piace di quando ti esibisci?

Adoro il contatto con il pubblico, soprattutto se risponde al mio entusiasmo, perché a volte mi è successo di esibirmi e di non far ridere e per me è stato molto imbarazzante!”.

Eppure una persona così allegra che cerca di godere della vita cosa nasconde dietro questa immensa gioia?

Io sono una che non si rattrista mai eppure non riesco molto ad affrontare le mie paure. Ho subito un’operazione a cuore aperto e lì non è stato semplice, ho dovuto affrontare una situazione difficile e non ti nascondo che mi sono abbattuta”.

Dove trovi la forza per continuare a sorridere?

Non lo so, credo molto semplicemente che sia legato all’idea di non sopportare di stare male. Quindi devo trovare la soluzione per essere sempre sul pezzo”.

Raccontiamo ai lettori di Agorà una tua giornata tipo!

Sveglia alle 6. 30 per essere a lavoro alle 7.00. In mezz’ora faccio tutto: sono a mille già la mattina; alle 11 ho bisogno di un caffè però. Poi pausa pranzo, ritorno a lavoro fino alle 19. E dalle 19 in poi la mia vita è palestra: faccio funzionale, spinning, ecc.”.

Se dovessi pensare ad alcune caratteristiche che ti hanno portato al successo che hai adesso, cosa mi diresti?

Voglia di fare, allegria, una predisposizione naturale alla comicità e soprattutto una grande voglia di rinascere e di ricominciare!”.

Progetti futuri?

Sto scrivendo commedie e poi prenderò volentieri quello che verrà!”.

Ringraziamo Silvana per essersi raccontata ad Agorà nella sua vera essenza e ci auguriamo di continuare ancora a ridere insieme a lei!

Agorà

Blog e mensile cartaceo dei trulli e delle cummerse di Locorotondo. Ci occupiamo di attualità, politica, società e tanto altro...

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