Giro d’Italia a Locorotondo, ma è polemica con la RAI | FOTO

AGORA’ STORY

Dalla nostra rivista: “Niente citazioni dai cronisti RAI, la nostra diventa una tappa fantasma”

 

di Ambrogio Giacovelli

 

12 Maggio 2017. Sono le 07.00, il paese è ancora silente. O almeno, più silente dell’ora di punta. Ma oggi l’ora di punta non sarà a mezzogiorno e nemmeno alle 19.00. I balconi delle arterie principali espongono striscioni rosa, palloncini del medesimo colore adornano gli angoli della nostra cittadina. Non si parla d’altro da giorni. E non si parlerà d’altro anche nei giorni successivi. Il leggendario Giro d’Italia, la manifestazione ciclistica italiana per eccellenza, alla sua edizione numero 100 passerà da Locorotondo.

Il transito dei ciclisti è previsto tra le 15.00 e le 16.30, ma Via Cisternino, Piazza Marconi, Via Sant’Elia e parte della Circonvallazione “Madonna di Lourdes” è presidiata, già dalle ore precedenti, dagli appassionati che mai perderebbero un appuntamento del genere. Assieme a loro, tanti curiosi che, pur non conoscendo nemmeno un partecipante, sono attratti dal potere magnetico che la carovana porta con sé.

Grandi e piccini, ognuno è arrivato all’evento preparato di tutto punto: cappellini, cartelli (anche da censura), magliette (ufficiali e non), gadget più disparati. L’essenziale è essere in rosa. Anche il dolcevita regalato dalla zia e che non hai mai messo, oggi torna utile.

Non resta quindi che godersi la settima tappa Castrovillari-Alberobello. I ciclisti devono affrontare un pianeggiante ma tortuoso percorso di 224km passando per Trebisacce, Policoro, Massafra, Bosco Delle Pianelle, Martina Franca, Cisternino e… un momento. Locorotondo non c’è nella grafica in televisione. Esco dalla finestra e tendo l’orecchio. Sento i tifosi rumoreggiare, avverto sopra di me gli elicotteri, ascolto il suono delle sirene. Non riesco a percepire se si tratti di ambulanze o delle classiche motociclette che anticipano i velocisti. Non può essere un sogno.

Metto di corsa le scarpe ed esco. Sono tutti a ridosso del percorso, divisi da un fragile nastro che dà l’illusione di essere lì, di poter quasi toccare Nibali. Non mi sono sbagliato.
Torno a casa e riaccendo la TV. Le carrellate esplicative di tutte le città accarezzate dal Giro si sprecano, ma di Locorotondo neppure un cenno. Riesco a vedere finalmente Via Cisterino, la riconosco! Riconosco il locale dove la sera prendo sempre il kebab. Sono qui! Non posso essere in errore. Controllo Facebook perché tutti stanno inserendo i video in diretta. E’ sempre più grottesco. I telecronisti RAI si sforzano nel non voler pronunciare il paese delle cinque O. E allora mi prende un po’ il magone.

Sprint a tre nel finale ad Alberobello. Greipel, che sembrava il favorito, non riesce a stare in scia e si arrende prima della volta. Gaviria tenta il terzo successo personale, ma viene preceduto al fotofinish dal tasmaniano Caleb Ewan, che si impone anche su Sam Bennet.

Intanto sui social sembra che io non sia il solo a cui ha preso il magone. Tanta gente ormai non fa che parlare dello scandalo di non essere stati citati nella diretta, di non aver ricevuto una panoramica di presentazione come gli altri paesini, di aver sentito (lesa maestà) “Martina Franca capitale della Valle d’Itria” e si diceva che l’Italia stesse vincendo per 20-0 e che aveva segnato anche Zoff di testa su calcio d’angolo (cit.).

Quasi non ci si crede. Quella che doveva essere una giornata di festa (e che per chi era lontano dalla TV alla fine lo è stata) in pochi minuti si trasforma in un marasma gigantesco.

L’entusiasmo, la poesia e la leggerezza di quei giorni, di quelle ore, completamente spariti, c’è spazio solo per una mesta dose di sconforto.

Qualcuno parla di mero marketing: gli altri hanno pagato per poter avere un’ampia visibilità sulla RAI, noi no. Non è un discorso che comprendo. Tutti i cittadini italiani (e quindi anche locorotondesi) pagano il canone per la televisione nazionale. La quale riceve anche contributi statali, per giunta. E, dulcis in fundo, percepisce proventi pubblicitari come qualsiasi emittente privata. Allora perché dovremmo pagare per un qualcosa che invece Eurosport, sulla pay-tv di Sky, ha fatto gratis? “Intanto vedete Locorotondo, terra di grandissimi vini, di grande passato, grande cultura…” queste le parole del canale satellitare.

Neanche il Sindaco Tommaso Scatigna è stato troppo compiaciuto del trattamento ricevuto. Dopo che il Comune ha distribuito gratuitamente alla cittadinanza migliaia di magliette celebrative dell’evento, è davvero troppo dover sopportare un atteggiamento di così cattivo gusto. Infatti il Primo Cittadino ha inviato una dura ma decisa lettera di protesta formale ai vertici RAI per chiedere spiegazioni in merito.

Qualche lezione l’abbiamo imparata da questo spiacevole disguido: i locorotondesi sono forti, passionali, uniti e colorati; questo non ce lo toglieranno mai. Abbiamo imparato che siamo capaci di organizzare ed ospitare una manifestazione di portata mondiale in poco tempo e in maniera più che efficiente. E abbiamo guadagnato il rifacimento del manto stradale, ormai deteriorato da buche, a costo zero. Per il resto penso abbia detto tutto il coraggioso conterraneo che ha esposto lo striscione “Passate anche nel 2018… ci sono altre buche da asfaltare”.

[Articolo pubblicato sul numero Maggio 2017 della rivista Agorà]

[Foto di Annagrazia Palmisano]

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