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Teatro dei burattini a Locorotondo di Raffaella Piccoli

L’INTERVISTA

Progetto culturale ideato da Raffaella Piccoli ed approvato dall’Amministrazione Comunale

 

di Anna Lodeserto

 

Estate 2021.

Locorotondo è un Comune che durante la pandemia non è stato fermo ed immobile, ma ha programmato, organizzato e promosso eventi culturali che stanno animando non soltanto il centro ma anche le contrade.

L’assessora Ermelinda Prete, forte della consapevolezza che un paese senza cultura non ha futuro, si è impegnata quotidianamente ed ha superato gli ostacoli posti in essere da disfattisti cronici, al fine di promuovere la cultura in tutte le sue forme e sfaccettature.

Quest’anno ho presentato il progetto relativo al teatro itinerante – ha dichiarato Raffaella Piccolie l’Amministrazione lo ha accettato e promosso con entusiasmo.

Lo spettacolo dei burattini nelle contrade è un’occasione per trascorrere del tempo insieme, godendo dei benefici dell’aria pulita e degli spazi verdi, oltre alla possibilità di riflettere e meditare traendo spunto dai messaggi veicolati dai pupazzi che prendono vita.

Si potrebbe pensare che i burattini abbiano poco o niente a che fare con il teatro. È bene sottolineare, invece, come nel burattino ci siano sia il principio che lo spirito del teatro stesso, in quanto si tratta di veri e propri simboli figurativi e raffigurativi. Approfondendo leggermente la storia del teatro e muovendosi tra studi e letture in merito, si apprende che si utilizzava il travestimento ancor prima che si iniziasse ad utilizzare la parola, ed ancora che il pupazzo ha anticipato la presenza dell’attore sul palcoscenico.

Teatro dei burattini. Come è avvenuto l’incontro?

“Al teatro dei burattini – ha spiegato Raffella Piccoli – mi sono avvicinata attraverso l’esperienza vissuta con alcuni miei amici presso un’associazione culturale. E la passione, come spesso accade, è diventata una vera e propria professione. Ma, come si suol dire, nemo propheta in patria! Opero come libera professionista, il Teatro dell’albero è il nome della mia compagnia. Svolgo la mia attività professionale con umiltà, perché i veri professionisti li conosco e… sono eccezionali”-

Come riesci a dar vita ai burattini?

“I burattini li animo con la mia voce, ne interpreto le storie oppure le riscrivo per creare lo spettacolo. Solitamente, utilizzo materiale di recupero. Sai, sono più di vent’anni che faccio questo lavoro. Mi diverte – ha continuato – e soprattutto ho la possibilità, attraverso i burattini, di lanciare alcuni messaggi al pubblico che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente al rispetto delle diversità”.

Il teatro, nel corso del tempo, ha ricoperto un importante ruolo sociale, favorendo l’aggregazione ed al contempo è stato un prezioso mezzo per favorire la riflessione e per puntare i riflettori su argomenti molto spesso dimenticati oppure non trattati come meriterebbero.

Sì, il teatro ha anche una funzione educativa, non soltanto ludica oppure goliardica.

“Il Teatro dell’albero nasce dall’amore verso la natura, l’attenzione e la cura dell’ambiente in degrado. Ed attraverso il teatro – ha affermato Raffaella Piccoli – possiamo ancora esprimere, anche oggi in tempi apocalittici, quello che abbiamo dentro e possiamo, inoltre, essere realmente noi stessi. Senza maschere e liberi dalle sovrastrutture che ci rendono schiavi. Il teatro è una forma di libertà ed espressione individuale”.

Raffaella Piccoli è una donna, professionista locorotondese che si è avvicinata al teatro sin da bambina. L’incontro, come a volte accade, è stato del tutto casuale.

“La mia prima esperienza teatrale? L’ho fatta con il maestro Martino Fumarola – ha affermato Raffaella Piccoli – che aveva intuito e riconosciuto, nonostante la mia timidezza, una certa predisposizione ed inclinazione”.

Vorresti raccontare alcune esperienze professionali?

“Certo! Lavoravo fino allo scorso anno (prima del Covid) al nido Alice, di cui sono stata socia fondatrice. Ho partecipato, attraverso associazioni e cooperative, come esperta di laboratori per costruire burattini in cartapesta. Ho preso parte a laboratori teatrali privati con il Kismet di Bari ed il Crest di Taranto. Nel mio curriculum sono presenti anche spettacoli nelle scuole primarie e materne. Sono stata docente di un laboratorio teatrale del teatro di figura, presso il centro Eureka di Martina Franca, con messa in scena dello spettacolo. Ho anche collaborato come ideatrice di un progetto musicale con il musicista Vincenzo De Luci, ed ho scritto ed eseguito la parte recitativa”.

Quindi, Raffaella Piccoli è anche un’attrice ed una cantante?

“No. Non mi ritengo un’attrice in quanto non ho esperienze quotidiane con il teatro. E no, non sono una cantante. Ho semplicemente delle passioni che non devono mai morire, affinché il Sole resti sempre radioso nell’anima. La mia passione sono i burattini”.

La cultura non passa mai di moda. Così come il teatro. Certo, cambia forma, si evolve come è giusto che sia, come richiesto dai tempi. Ma non perde le sue radici, il suo valore e la sua importanza.

La società contemporanea dovrebbe comprendere che è giunto il momento di fermarsi un attimo, di respirare e di riflettere sul modus operandi noncurante e particolarmente egoistico ed individualistico che non ha prodotto buoni frutti, anzi.

Ben vengano le iniziativi culturali che offrono la possibilità di interrogarsi, di spostare lo sguardo altrove, di guardare le situazioni da angolazioni diverse.

Siano ben accetti coloro che raccontano storie ai bambini per allietarli e rallegrarli e che, al contempo, spingono gli adulti alla riflessione.

Sì, la cultura è l’unica arma che quando colpisce non uccide e non ferisce, ma libera e consente l’evoluzione personale, sociale, collettiva.

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