Derubata la parrocchia San Domenico di Putignano. Il parroco scrive ai ladri

IL FURTO

La lunga lettera di don Daniele Troiano al predone: «Con quali occhi incroci lo sguardo dei tuoi figli, di tua moglie, dei tuoi genitori, di coloro che si fidano di te?»

 

Martedì notte, 11 settembre, la parrocchia San Domenico di Putignano è stata vittima di un colpo gobbo. I ladri hanno fatto razzie delle tante donazioni dei fedeli e divelto, come scrive il parroco don Daniele Troiano, una cassaforte sottraendo alla comunità parrocchiale persino la coroncina della Madonna Pellegrina.

Il furto – come si nota dalle immagini – è stato eseguito nella casa del parroco e si tratta di un evento che ha lasciato esterrefatti i credenti putignanesi ma anche delle comunità limitrofe. Ma mentre si contano i danni, don Daniele fa qualcosa di straordinario: scrive al ladro. Un lungo post su Facebook in cui si rivolge direttamente ai predoni che hanno assalito la parrocchia.

«Nel mio ufficio ho sempre qualcosa da offrire a collaboratori ed amici durante gli incontri.
Questa notte succhi di frutta ed altro sono serviti per “ospiti speciali”…

Infatti i ladri che hanno derubato e saccheggiato la nostra comunità – scrive don Daniele – hanno avuto anche il tempo di bersi dei succhi, forse perché troppo affaticati.

Probabilmente nessuno di loro leggerà quello che sto per scrivere, ma vorrei ugualmente rivolgere loro qualche domanda:

Mentre affaticato ti dissetavi, hai pensato alla fatica che c’è dietro quello che hai rubato?

Hai pensato, anche solo un momento, che dietro quello che hai saccheggiato ci sono storie, volti, emozioni?

Hai allungato la tua mano assassina su quello che mani generose hanno donato.

Hai stretto nel tuo pugno avido ciò che cuori grandi hanno voluto condividere e stanco hai trovato anche qualcosa per dissetarti.

Hai distrutto muri, divelto casseforti, sconquassato tutto quello che trovavi davanti… persino la piccola corona sul capo della Madonna Pellegrina del mese di maggio è finita nel tuo bottino… non ti sei fermato dinanzi a nulla, neanche dinanzi al volto paziente e sereno della Mamma.

Chissà con quali occhi – prosegue la lettera del parroco – ti avrà guardato dal cielo mentre compivi tutto questo…
E mi chiedo: tu con quali occhi guardi la vita?
Con quali occhi incroci lo sguardo dei tuoi figli, di tua moglie, dei tuoi genitori, di coloro che si fidano di te?

Puoi nascondere al buio della notte le tue malefatte, ma non puoi nascondere il buio del tuo cuore alle persone che ami.
Puoi vantare un benessere apparente, ma non puoi mentire a te stesso.
Puoi aggirarti impunito tra le strade, ma di certo non potrai essere fiero di te.

Hai rubato alla nostra comunità ciò che serviva per realizzare dei sogni belli, ma i nostri sogni avranno la forza di superare questo buio e vedranno la luce, ciò che tu non potrai fare, perché la luce ti incute timore, tu hai come complice – conclude – le tenebre e senza il buio che ti copre sei nessuno. Alla luce del giorno tu non esisti».

Il post, pubblicato dalla pagina Fb della parrocchia, in queste ore sta avendo un vero effetto boom tra like e condivisioni. «Non ci sono parole…» è il commento più in voga sui social.

Redazionale

 

Agorà

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