“C’ero anch’io su quel treno”: domani a Locorotondo lo scrittore Giovanni Rinaldi

CULTURA

Appuntamento nella Sala Don Lino Palmisano (Villa Mitolo)… Evento promosso dalla Cgil di Locorotondo…

 

Importante appuntamento con la cultura domani, giovedì 24 novembre dalle ore 18.30 nella Sala Don Lino Palmisano di Locorotondo.

Presente lo scrittore e ricercatore Giovanni Rinaldi con il suo libro “C’ero anch’io su quel treno”, edizioni Solferino.

Ad organizzare l’evento culturale la Cgil Bari e Cgil di Locorotondo, in collaborazione con la Libreria L’Approdo e con il patrocinio del Comune di Locorotondo.

Gabriella Rinaldi, responsabile FLC Cgil di Locorotondo, dialogherà con l’autore. Ad introdurre la serata sarà Francesco Vergine, coordinatore Cgil di Locorotondo. Intervento conclusivo di Gigia Bucci, Segretaria della Cgil di Bari.

Giovanni Rinaldi, nato a Cerignola, è ricercatore di storie orali, fotografo e documentarista antropologico. Si è occupato – e se ne occupa ancora – della storia di quei bambini, per lo più meridionali, che nel secondo dopoguerra, trovandosi in condizioni di estrema povertà e disagio, tra il 1947 e il 1952, furono accolti da famiglie dell’Italia del Centro-Nord per alcuni mesi, affinché potessero ritrovare un po’ di serenità, di cura e di istruzione.

Nel 2002, Rinaldi collabora con il regista pugliese Alessandro Piva alla realizzazione di un documentario commissionato dalla Rai per la ricerca di testimoni da intervistare riguardo alla rivolta popolare scoppiata nel marzo 1950 a San Severo. Da qui, nasce la ricerca delle storie dei bambini dei «treni della felicità» che evolverà, nel 2009, nella pubblicazione del libro “I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie” (Ediesse 2009).

La sua ricerca, tuttavia, continua, anche attraverso il suo blog, https://giorinaldi.com/, in cui sono narrate storie di bambini ormai anziani che gli chiedono di aiutarli a ritrovare le famiglie che li hanno accolti.

“C’ero anch’io su quel treno. La vera storia dei bambini che unirono l’Italia” contiene le storie degli ex bambini saliti sui «treni della felicità», a cominciare dalla terra in cui l’autore vive, il Tavoliere delle Puglie, per giungere, in seguito, in ogni regione d’Italia.

Teresa Noce, dirigente dell’Udi, Unione donne italiane, che fu l’anima del grande sforzo collettivo avviato all’indomani della Seconda guerra mondiale per salvare i piccoli del Sud condannati dalla povertà, scrisse: «I bambini affamati erano tanti. Cominciava il tempo umido e freddo e non c’era carbone. I casi pietosi erano molti, moltissimi. Bambini che dormivano in casse di segatura per avere meno freddo, senza lenzuola e senza coperte. Bambini rimasti soli o con parenti anziani che non avevano la forza e i mezzi per curarsi di loro». Li accolsero famiglie del Centro-Nord, spesso a loro volta povere ma disposte a ospitarli per qualche mese e a dividere quel che c’era. Un’incredibile espressione di solidarietà che richiese un intenso lavoro logistico, con il coinvolgimento di medici e insegnanti.

Durante la lettura si incontrano le tante voci dei bambini, perché tali ritornano ad essere durante la rievocazione, ognuna delle quali narra la propria esperienza con commozione ma anche divertimento: Franco, che non aveva mai dormito in un letto pulito; Severino che non era mai andato in vacanza al mare; Dante che non sapeva cosa fosse una brioche; Rosanna che non voleva più togliere l’abito verde ricevuto in regalo, il primo con cui si sentiva bella.

Ne emerge il ritratto di un’Italia popolare eppure profondamente nobile.

 

Redazionale

[fonte FLC Cgil Bari; foto in evidenza di Pexels da Pixabay]

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